Era una fredda mattina d’inverno quando Anna ARRIVÒ alla piccola stazione di campagna.
Ogni giorno lei prendeva il treno delle 7:15 per andare a lavoro, ma quella mattina qualcosa CAMBIÒ. Il tabellone degli orari LAMPEGGIÒ, poi improvvisamente SI SPENSE.
Il capostazione, un uomo anziano con i baffi bianchi, SCESE dal suo ufficio e ANNUNCIÒ che il treno non sarebbe arrivato.
Nessuno CAPÌ il motivo. Anna SI SEDETTE sulla panchina e OSSERVÒ i binari vuoti. Un leggero vento PORTÒ con sé un foglio stropicciato che CADDE ai suoi piedi. Lei lo RACCOLSE e LESSE un messaggio scritto in fretta: «Non aspettate il treno. Ieri sera è scomparso nella galleria e non tornerà più.»
Anna RIMASE senza parole. «Come è possibile?» PENSÒ. Decise di andare a vedere la galleria. CAMMINÒ lungo il sentiero che costeggiava i binari, finché RAGGIUNSE l’ingresso buio del tunnel. Lì TROVÒ una lanterna accesa e delle strane impronte sul terreno.
All’improvviso un suono metallico RISUONÒ da dentro. Anna FECE un passo avanti, ma una figura misteriosa COMPARVE e le DISSE «Torna indietro. Il treno ora si trova in un altro tempo e non può più uscire.»
Anna SI SPAVENTÒ ma OBBEDÌ Quando RITORNÒ alla stazione, la lanterna che aveva visto nella galleria SI SPENSE senza vento.
Da quel giorno, la gente racconta che nelle notti più fredde si sente ancora il fischio di quel treno perduto, come se viaggiasse in un mondo invisibile.
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