Rahim ha 20 anni e viene dal Bangladesh. Ora vive a Roma, in Italia, da due anni. Lavora come cameriere in un ristorante nel centro della città, vicino a Piazza Navona. Ogni mattina si sveglia presto, si prepara in fretta e prende l’autobus per andare al lavoro.
Nel ristorante, Rahim è sempre gentile con i clienti. Porta i piatti con attenzione, pulisce i tavoli e aiuta in cucina. Il suo capo, il signor Luigi, lo apprezza molto e gli dice spesso:
— Rahim, sei un bravo lavoratore!
Ma Rahim ha un sogno: vuole diventare un musicista famoso. Ama la musica da quando era bambino. A Dhaka, la sua città natale, ascoltava le canzoni alla radio e guardava i video musicali in televisione. Suo zio gli aveva regalato una vecchia chitarra, e lui aveva iniziato a suonare da solo.
Ora, anche se lavora tanto, Rahim non dimentica la sua passione. Tre volte alla settimana, dopo il lavoro, prende l’autobus e va a una scuola di musica in un quartiere vicino. Frequenta un corso di chitarra con il maestro Marco, un uomo paziente e simpatico. Marco gli insegna nuove canzoni e gli dice sempre:
— Rahim, hai talento! Devi solo esercitarti tanto.
Rahim è felice. Quando torna a casa, la sera, suona la chitarra nella sua piccola stanza in un appartamento condiviso con altri ragazzi stranieri. A volte i suoi coinquilini si siedono sul divano e lo ascoltano. Uno di loro, Ahmed, sorride e dice:
— Rahim, un giorno suonerai in un grande concerto, e noi saremo in prima fila!
Rahim ride e risponde:
— Sì, e voi avrete i biglietti gratis!
Anche se la sua vita non è facile, Rahim non si arrende. Sa che deve lavorare sodo, ma non smette mai di sognare. Un giorno, forse, tutta Roma ascolterà la sua musica.
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