Comunicazione verbale, paraverbale e non verbale

COMUNICAZIONE VERBALE (7%)

  • Comunicazione orale, attraverso la pronuncia di fonemi che compongono le parole
  • Comunicazione scritta, con la rappresentazione grafica dei segni.

L’agenzia pubblicitaria inglese nel 2011 con il suo slogan Change your words, change your world mette in evidenza l’importanza di valutare il potere del linguaggio verbale e rappresenta così la vision aziendale.

La donna non si limita a descrivere la situazione dell’uomo, ovvero sua cecità, ma ci comunica che non potendo vedere ciò che vediamo noi, di conseguenza non riesce a provare ciò che proviamo noi.

COMUNICAZIONE PARAVERBALE (38%)

Le componenti della comunicazione paraverbale orale sono:

  • Volume
  • Tono
  • Timbro
  • Fluidità verbale
  • Velocità
  • Pause/silenzi

Gli elementi principali del linguaggio paraverbale scritto sono:

  • Distribuzione spaziale
  • Punteggiatura
  • Carattere

COMUNICAZIONE NON VERBALE (55%)

Gli elementi della comunicazione non verbale sono:

  • L’aspetto esteriore (abbigliamento, trucco, capelli, ecc.)
  • La cinesica (mimica facciale, movimenti, gestualità e postura)
  • La prossemica (relazione spaziale tra le persone)

I principali elementi dell’aspetto esteriore sono:

  • Abbigliamento, accessori, occhiali, gioielli, portachiavi o altro
  • Tratti fisici come carnagione segni della pelle e cicatrici
  • Capelli, barba, baffi, acconciatura, colore dei capelli, trucco, tatuaggi
  • Dispositivi elettronici posseduti come telefoni, tablet, smartwach
  • Veicolo
  • Abitazione
  • Contesto lavorativo

LA CINESICA

Nello specifico, la cinesica comprende:

  • Espressioni facciali
  • Sguardo
  • Gestualità
  • Postura del corpo

Paul Ekman, pioniere degli studi sulle espressioni facciali e sulle emozioni, ha elaborato il Facial Action Coding System (FACS) per classificare tutte le micro-espressioni umane in relazione alle emozioni.

Secondo lo psicologo americano, le emozioni sono universali e la loro origine biologica, non culturale.

Le emozioni primarie individuate sono sei:

  • Sorpresa
  • Gioia
  • Paura
  • Rabbia
  • Tristezza
  • Disgusto

“La sorpresa è l’emozione più fugace, perché dobbiamo essere sorpresi fino a quando non sappiamo cosa siamo. È sempre qualcosa di inaspettato.”

Gli elementi caratteristici sono:

  • Innalzamento della parte interna ed esterna delle sopracciglia
  • Occhi sgranati
  • Separazione delle labbra
  • Rilassamento della mandibola (tipico della sorpresa sincera)

La gioia è uno stato emotivo piacevole dovuto al connubio di gratificazione, soddisfazione e benessere

Questa è riconoscibile attraverso:

  • Innalzamento degli angoli della bocca
  • Contrazione degli occhi e sollevamento delle guance

Solo se in sono presenti in concomitanza i due elementi descritti possiamo parlare di gioia sincera. Se si alzano solo gli angoli della bocca parleremo di sorriso apparente, anche detto sociale.

Quando, invece, ci troviamo di fronte ad una persona che solleva in modo acuto ed eccessivo gli angoli della bocca, stiamo assistendo a un sorriso di Chaplin, un sorriso di autoironia (tipico degli animatori turistici).

La paura si manifesta di fronte al pericolo, quando temiamo per la nostra incolumità fisica o psicologica o per l’ambiente che ci circonda. Spesso è associata a un’azione di fuga o lotta.

È rappresentata da:

  • Innalzamento della parte interna ed esterna delle sopracciglia
  • Avvicinamento delle sopracciglia
  • Stiramento orizzontale degli angoli della bocca
  • Contrazione del collo

La tristezza può essere provocata dalla perdita di qualcuno o dal mancato raggiungimento di un obiettivo, quindi dal fallimento.

L’espressione tipica di questa emozione è connotata da:

  • Innalzamento della parte interna delle sopracciglia
  • Abbassamento e avvicinamento delle sopracciglia
  • Abbassamento degli angoli della bocca
  • Mento innalzato

La rabbia è un’emozione, dovuta a un senso di impotenza o a un’improvvisa delusione o contrarietà.

Espressioni tipiche di questa emozione sono:

  • Abbassamento e avvicinamento delle sopracciglia
  • Occhi sgranati
  • Tensione della palpebra inferiore

Il disgusto si manifesta quando proviamo un certo tipo di rifiuto verso un oggetto o una situazione, come quello nei confronti di un cibo che non ci piace e non vogliamo mangiare.

I segnali più importanti di tale emozione sono:

  • Arricciamento del naso
  • Innalzamento solco naso-labiale
  • Innalzamento del mento

Il disprezzo si innesca quando vogliamo prendere le distanze da qualcosa o qualcuno.

Il fattore scatenante è spesso la disapprovazione delle azioni altrui, rispetto alle quali ci sentiamo superiori.

Si manifesta con:

  • Arricciamento del naso (unilaterale, cioè o a destra o a sinistra)
  • Innalzamento solco naso-labiale (unilaterale)
  • Tensione degli angoli della bocca

La gestualità

I gesti compiuti con le mani e con le braccia sono molto indicativi, aggiungono significato alle parole, è per questo fondamentale conoscerli a fondo e sapere come controllarli nelle interazioni sociali.

La gestualità può avere natura culturale o psicologica.

I gesti compiuti con gli arti possono essere:

Manipolatori: servono per gestire le emozioni che non vogliamo esprimere, toccando il nostro corpo o un oggetto.

Sono associati a un cambiamento dello stato emotivo e aumentano con la tensione e lo stress.

Illustratori: accompagnano il discorso e aiutano a trasmettere il contenuto dell’emozione che vogliamo che l’interlocutore recepisca.

Si tratta di gesti consapevoli, che variano a seconda della cultura.

Regolatori: sono quelli che si utilizzano per facilitare l’interazione comunicativa con gli altri.

I gesti regolatori più comuni sono il cenno del capo per annuire e il contatto visivo, che fornendo un feedback svolgono una funzione essenziale nell’ascolto attivo.

“PAESE CHE VAI USANZA CHE TROVI”. LA GESTUALITÀ NELLE DIVERSE CULTURE.

Incrociare le dita: nei paesi occidentali serve ad augurare buona fortuna, mentre in Vietnam è un gesto molto offensivo.

Fare la “V” con le dita: segno di pace e vittoria in alcuni paesi come gli Stati Uniti, con il dorso rivolto della mano rivolto al destinatario, in Australia, Regno Unito, Irlanda e Nuova Zelanda è spesso usato per insultare.

Palmo della mano come segnale di STOP: questo gesto, spesso usato per fermare qualcuno o un veicolo come un autobus o un taxi, in Grecia è chiamato “moutza” e si usa per mandare qualcuno al diavolo.

Prossemica

Esistono quattro zone prossemiche:

• La distanza intima (0-50 cm): è lo spazio riservato alle persone con cui si ha più intimità e fiducia, di solito familiari, amici molto stretti o partner.

Questa vicinanza consente di comunicare attraverso lo sguardo, abbracci e carezze.

La distanza personale (50-120 cm): è quella che viene coperta se allunghiamo il braccio, propria degli incontri lavorativi, delle conversazioni tra colleghi, dei colloqui o delle cene tra amici.

La distanza sociale (da 1,2 a 3 metri): è la distanza che si tiene con estranei o con persone a cui non siamo legati da alcun tipo di amicizia. Ad esempio nel rapporto con clienti, dipendenti, fornitori, conoscenti o nel rapporto insegnante-allievo.

La distanza pubblica (oltre i 3 metri): si utilizza nelle pubbliche relazioni, quando dobbiamo rivolgerci a un gruppo di persone, come durante le presentazioni di lavoro o le conferenze.