Tra documenti persi e fazzolettoni dimenticati ha inizio la nostra route. Dopo quasi un’ora di ritardo parte l’aereo da Roma, direzione Monaco!
Arrivati all’aeroporto, ci rendiamo conto che non uno, non due, ma ben tre zaini non erano arrivati a destinazione. Dopo aver parlato con lo staff del lost and found, eravamo speranzosi di recuperare gli zaini lo stesso giorno o al massimo il giorno dopo ma, purtroppo, non è stato così.
Ci avviamo verso il punto notte a Passavia, dove abbiamo fatto il punto della strada. Le sfortune della giornata, però, non finiscono qui perché Giannicola inizia a sentirsi poco bene; purtroppo aveva la febbre. Con la speranza che le cose sarebbero migliorate, andiamo a dormire.
Sveglia presto e si corre a prendere le biciclette. A consegnarle c’era un ragazzo italiano molto gentile, che ha anche accompagnato Gianni, purtroppo ancora malato, al punto notte successivo. Dopo aver preso confidenza con le biciclette abbiamo iniziato il percorso. Uscire dalla città è stato più difficile del previsto, ma è andata migliorando. Il primo giorno è stato uno dei più impegnativi, sia perché è stata la tappa più lunga, sia perché per noi la bicicletta era ancora una novità
Il terzo giorno ci svegliamo, montiamo le bici e partiamo. Tra cadute e freni rotti, chiacchierate e canzoni arriviamo a Linz dove ci aspettava una bella coccolina: pane e nutella per merenda! Addolciti da ciò facciamo un paio di ban, il fuoco e infine andiamo tutti a dormire
Il quarto giorno ci svegliamo e iniziamo a preparare le biciclette per la giornata. Gianni, purtroppo, non è ancora in grado di pedalare; a lui si è unita anche Zoe che il giorno prima non si era sentita molto bene. I mezzi del posto non sono stati di grande aiuto, ma in nostro soccorso sono venuti due capi scout della base di Linz, che li hanno portati al punto notte successivo.
Intanto il resto del gruppo è diretto verso Mauthausen. Dopo una salita molto lunga e molto faticosa, fatta nelle ore più calde della giornata, arriviamo al campo di concentramento.
Dal campo, tra altre mille salite, arriviamo al punto notte, dove facciamo la doccia e abbiamo condiviso le emozioni provate durante la visita.
Il quinto giorno ci accoglie con la pioggia. Dopo esserci bagnati per bene abbiamo pranzato. Con un tempo migliore abbiamo continuato a pedalare, intanto degli zaini dispersi ancora nessuna traccia.
Essendo domenica e in ritardo non abbiamo trovato negozi aperti ma per fortuna i due signori della chiesa ci hanno lasciato delle zucchine e delle mele (siamo anche riusciti a trovare del sugo!).
il sesto giorno tutto sembrava procedere tranquillamente, durante la strada si sono formati dei gruppi, tra chi più avanti e chi più indietro.
Giannicola però inizia a peggiorare e i capi decidono di portarlo al pronto soccorso, il signore della chiesa dove dormivamo è stato molto gentile e ci ha accompagnato all’ospedale di Krems
Mentre aspettiamo il resto del clan era arrivato a destinazione. Dopo una lunga attesa abbiamo ricevuto buone notizie e siamo tornati alla chiesa.
Il settimo giorno partiamo più tardi rispetto al previsto ma a metà percorso è arrivata un’altra coccolina, pane e salame per merenda!!
Le coccoline del giorno continuano: infatti, il capo scout di Tulln ci scrive dicendoci che poco distante dalla sede si trova una piscina naturale con ingresso gratuito dopo le sei. Inutile dire che non ce lo siamo fatti ripetere due volte. Mentre ci prepariamo arriva una chiamata: gli zaini persi stavano per essere consegnati!
L’ottavo giorno arriviamo a Vienna. Il percorso non è stato facile, entrare in una grande città con le bici si è rivelato più difficile del previsto, ma tra malesseri, salite e corse contro il tempo riusciamo ad arrivare al rifugio e a consegnare le biciclette.
Dopo una lunga passeggiata per le strade di Vienna torniamo alla base e dopo un breve riposino generale abbiamo fatto il fuoco.
Dopo ore interminabili di verifica si fanno le quattro e iniziamo a cercare un posto dove poter provare un piatto locale: la Schnitzel. Passano le ore, chiamiamo tutti i ristoranti che riusciamo a trovare, ma iniziamo a perdere le speranze. Fino a quando, avviandoci verso la sede, vediamo per strada un ristorante vuoto che vendeva la cotoletta viennese. Presi dall’euforia, entriamo e riusciamo a fare la tanto desiderata cena.
Tornati alla sede, dopo una bella tazza di caffè, continuiamo la verifica.
Dopo la solita sveglia, finiamo di preparare gli zaini e facciamo colazione con una bella coccolina: pane e Nutella. Pronti a partire, ci incamminiamo verso il centro dove prediamo un po' di souvenir e poi ci dirigiamo alla stazione. Dopo aver preso il treno, siamo rimasti in aeroporto per pranzare e scrivere le dediche sui libretti. Successivamente, ci siamo diretti verso il check-in e i controlli. Qui ha avuto inizio la nostra avventura.
Ai controlli sono stati fermati due ragazzi: uno aveva dimenticato di togliere il P.S. dallo zaino, mentre l’altro non aveva messo via la pistola ad acqua, creando attimi di panico e ilarità generale tra i presenti. Di corsa ci dirigiamo al gate, convinti che stesse per chiudere, ma il volo era stato posticipato e il gate non aveva ancora aperto. Stanchi e affamati, cerchiamo un modo per distrarci: chi gioca a carte, chi fa le parole crociate, fino a quando il tempo passa e inizia l’imbarco. Anche in questo caso, i tempi sono stati molto lunghi e, dopo un’ora, l’aereo è decollato.
Una volta atterrati andiamo subito in cerca dei nostri zaini. Sfortuna vuole che i nostri bagagli, a causa del ritardo dell’aereo, siano stati consegnati solo dopo altri due voli.
Dopo una lunga attesa finalmente sono arrivati, ci siamo diretti poi fuori dall’aeroporto dove ci aspettavano i nostri genitori
Dopo baci, abbracci e qualche lacrima ci salutiamo, pronti per un po' di meritato riposo.