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L'ARTIGIANO DELLA MARCA ANNO 2023 | N. 1 | MARZO-APRILE 2023

In questo numero:

EDITORIALE

FOCUS

GRUPPI SOCIALI

LAB

INFO SERVIZI

TERRITORI

CULTURA

EDITORIALE

Essere costruttori di speranza

Filo conduttore di tutte le progettualità associative è il Socio: le parole chiave per il 2023

Quello che stiamo vivendo è forse uno dei momenti più difficili degli ultimi decenni. Mai come in questo momento assume valore l’essere “sistema”. Concetto che esprime la volontà associativa di agire attraverso un metodo di lavoro che prevede l’ascolto degli imprenditori e delle loro istanze, la ricerca di fonti affidabili, la capacità di analizzarle e interpretarle, l’efficienza nel predisporre iniziative aderenti ai bisogni, in termini di tempestività ed efficacia misurata. In un concetto: essere attivatori di pensiero e di azione. Per questo occorre un continuo lavoro di ascolto e interpretazione delle esigenze dei soci, che vede le Associazioni mandamentali quali protagoniste e il nostro sistema provinciale, proprio per come si è configurato, come uno strumento virtuoso di sintesi e, al contempo, di raccordo con i livelli superiori.

Filo conduttore di tutte le progettualità associative è il Socio. L’Associazione deve essere “costruttore di speranza”, un obiettivo che si raggiunge a partire dall’orgoglio dell’artigiano per il proprio lavoro. Un orgoglio che nasce solo se c’è una consapevole identità, capace di esprimersi con successo nella modernità. È la responsabilità dell’Associazione: essere promotori della cultura dell’artigianalità.

Una cultura che deve necessariamente fondarsi su competenze, sempre aggiornate e mirate alle diverse esigenze imprenditoriali, in un’ottica di formazione continua. Compito dell’Associazione, dunque, è quello di costruire risposte concrete nella formazione delle competenze, nell’innovazione, nel rapporto con i dipendenti, nella sicurezza e nell’ambiente, nel credito e nella burocrazia, nel fisco come nelle opportunità di finanziamento, nel digitale e nella cybersicurezza, nell’energia come nella sostenibilità.

L’artigiano da sempre è portatore di valori che sono ponte tra tradizione e innovazione. Compito di Confartigianato è aiutarlo a esprimerli nel nuovo modello sociale ed economico che si intuisce sottotraccia, ma che presto sarà evidente e sfiderà tutti.

LE PAROLE CHIAVE PER IL 2023

1- Un territorio più a misura di impresa. È qui che si giocano alcune sfide cruciali, che passano anche attraverso l’implementazione locale del PNRR e l’utilizzo delle risorse della programmazione regionale del piano comunitario 2021-2027.

2 - Investire sulla fiducia educativa dei giovani. È necessario aumentare e finalizzare le competenze professionali dei giovani, con l’obiettivo di colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro.

3 - Promozione del welfare aziendale. Uno strumento che ha ricadute positive non solo sui lavoratori ma sulle stesse realtà imprenditoriali in termini di ritorni sulla produttività. Un nuovo modo di concepire i rapporti di lavoro.

4 - Sviluppo di un nuovo welfare comunitario. Una nuova concezione del welfare può diventare un motore di crescita sociale e sviluppo sostenibile delle comunità locali, rafforzando la sanità territoriale e i servizi sociali, anche favorendo un’alleanza virtuosa tra imprese e sanità.

5 - Un modello più sostenibile e “circolare”. Il recupero del patrimonio abitativo e produttivo dei centri urbani, la sicurezza degli edifici pubblici, l’uso intelligente delle tecnologie per il risparmio energetico e la riduzione dell’impatto produttivo sull’ambiente, anche attraverso il recupero e il riciclo.

6 – Turismo. Favorire il turismo di qualità, lento e consapevole, interessato a scoprire i prodotti e le produzioni tipiche, permette di valorizzare le eccellenze nelle quali si sostanziano le identità locali. Valorizzare il patrimonio di prodotti e servizi dell’artigianato e delle piccole imprese locali.

7- La rigenerazione delle città e dei territori. “Consumo zero del suolo”, salvaguardando al contempo i diritti delle imprese che hanno investito su terreni già edificabili. Non può mancare il sostegno alle botteghe che aprono nei centri storici. La rigenerazione sociale e culturale dei borghi è un ambito nel quale gli artigiani possono trovare un ambiente favorevole alla propria impresa o alla propria passione.

8 - Sicurezza, valore aggiunto sul mercato e nella società. L’Associazione proseguirà la sua azione per affermare la cultura della sicurezza come parte della più ampia battaglia per la legalità. Obiettivo di Confartigianato è non solo accompagnare le imprese al rispetto della legge, ma trasformare la sicurezza come valore aggiunto.

9 - Sviluppo e occupazione. Il tema del lavoro è al centro della nostra agenda, consapevoli che occorrono politiche innovative adeguate alle criticità occupazionali del nostro tempo e l’avvio di un percorso partecipativo con l'obiettivo di produrre crescita sostenibile e creazione di lavoro di qualità.

GIUSTIZIA: RIFORMA URGENTE E NECESSARIA

Incontro a Treviso con il ministro Carlo Nordio

La proposta del Tribunale della Pedemontana. Confartigianato: «Una risposta ai bisogni delle imprese in termini di competitività»

CONFARTIGIANATO AL MINISTRO: «URGENTE LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA CIVILE E TRIBUTARIA»

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio è intervenuto all’incontro con il sistema “Confartigianato Imprese Veneto”, l’11 marzo a Treviso. Nel suo intervento, il Guardasigilli ha tracciato un programma degli interventi a medio e lungo periodo: «Bisogna accelerare i processi civili e penali, semplificando la normativa esistente e individuando bene le competenze, e bisogna attuare quello che è stato suggerito dall’Europa. Nel 2023 è prevista l’assunzione di cinquemila unità e la stabilizzazione di altri mille operatori nel settore giustizia. Sono previsti nello stesso anno tre concorsi in magistratura».

«L’efficienza del settore giustizia», ha precisato Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, «è condizione indispensabile per lo sviluppo economico e per un corretto funzionamento del mercato. Lo stesso PNRR richiama studi che dimostrano come una giustizia rapida e di qualità stimola la concorrenza poiché accresce la disponibilità e riduce il costo del credito oltre a promuovere le relazioni contrattuali; incentiva gli investimenti; promuove la scelta di soluzioni organizzative più efficienti. Sempre il PNRR stima che una riduzione della durata dei procedimenti civili del 50% possa accrescere la dimensione media delle imprese manifatturiere italiane di circa il 10% e che, a livello aggregato, uno studio recente ha valutato che una riduzione da 9 a 5 anni dei tempi di definizione delle procedure fallimentari possa generare un incremento di produttività dell’economia italiana dell’1,6%.Qualsiasi progetto di investimento, per essere reputato credibile, deve potersi innestare in un’economia tutelata, e non rallentata da un eventuale procedimento giudiziario, così come deve essere posto al riparo da possibili infiltrazioni criminali.»

«La riforma della Giustizia è assolutamente urgente e indispensabile», ha sottolineato nell’incontro Oscar Bernardi, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. «Proprio dalle riforme della Giustizia civile e tributaria, noi imprenditori ci attendiamo in particolare interventi che portino ad una riduzione almeno del 40% della durata processi civili. Ritengo però necessario sottolineare che, una maggiore efficienza è necessaria, ma non sufficiente. Serve anche un contesto di regole e norme semplici e chiare che riducano la necessità di ricorre alla giustizia. Bene, quindi, velocizzare la giustizia, ma non si dimentichi di lavorare anche per ridurre la necessità del ricorso ad essa».

I NUMERI DELLA GIUSTIZIA CIVILE E DEL LAVORO IN VENETO

  • Il tasso di scopertura dei giudici è del 16,5% rispetto alla pianta organica prevista per legge. Ne mancano 44 e negli ultimi anni la situazione è andata peggiorando.
  • Ci sono 227 giudici effettivi (ordinari e onorari) che devono far fronte a un bacino di 20.446 abitanti e 2.010 imprese ciascuno. Un terzo in più rispetto alla media italiana (Veneto al quart’ultimo posto in Italia).
  • Il tasso di scopertura dei giudici di pace è del 55%. In Veneto dei 105 giudici di pace previsti in pianta organica, gli effettivi sono solo 47.
  • Prosegue il calo delle cause pendenti.
  • I giorni medi necessari in regione (311) sono quasi cinque mesi in meno rispetto alla media Italia (457 giorni).
  • Ad aiutare questo snellimento, anche la minore litigiosità dei veneti, che si esplicita in un calo costante delle cause aperte nell’anno. Sono passate dalle 143.399 del 2014 alle 91.108 del 2020.

TRIBUNALE DELLA PEDEMONTANA: UNA RISPOSTA AI BISOGNI DELLE IMPRESE IN CHIAVE DI COMPETITIVITÀ

Confartigianato Imprese Marca Trevigiana accoglie con favore la proposta di rilanciare la sede del tribunale di Bassano quale strumento di giustizia per l’area che insiste sulla Pedemontana, intesa come territorio economicamente e socialmente omogeneo.

«È una risposta ai bisogni delle imprese in chiave di competitività», ha commentato Oscar Bernardi, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. «L’auspicio è che il Tribunale della Pedemontana riduca la durata inaccettabile dei procedimenti, soprattutto in sede civile, che condiziona negativamente la vita delle imprese».

Una proposta che Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, unitamente ad alcune consorelle, aveva avanzato nel lontano 2017, inoltrando una formale richiesta all’allora Ministro delle Giustizia, Andrea Orlando, e che in queste ore è tornata di attualità.

«La nostra Provincia, che si caratterizza per una spiccata vocazione manifatturiera», aggiunge Bernardi, «non può permettersi il lusso di mancare opportunità di sviluppo e di vedersi esclusa da filiere del valore per carenze riconducibili a limiti strutturali. Appare in tal senso indifferibile la riapertura del dibattito parlamentare in relazione alla rivisitazione della geografia giudiziaria, che ha già mosso i primi passi in vista di una sintesi compiuta tra province regione e governo».

Per leggere l’intervento completo del presidente Oscar Bernardi andare al link.

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AUTONOMIA: SERVE UNO STATO NAZIONALE PIÙ FORTE

L’incontro “Autonomia differenziata o asimmetrica” con il ministro Roberto Calderoli

Oscar Bernardi: «Lo Stato faccia bene i suoi compiti, senza mortificare le competenze delle Regioni»

Il disegno di legge sull'autonomia differenziata delle regioni a statuto ordinario sotto la lente d’ingrandimento di Confartigianato. L’occasione, l’incontro “Autonomia differenziata o asimmetrica”, il 18 marzo a Vicenza, presente il ministro Roberto Calderoli. «Un plauso al Governo», commenta Roberto Boschetto, presidente Confartigianato Imprese Veneto, «che, in poco più di cento giorni è riuscito a fare quello che mai era stato fatto prima. Ora la “palla” passa al dibattito politico in Parlamento, su cui vogliamo incidere con proposte e documenti».

«L’Associazione auspica una reale autonomia delle istituzioni locali», fa eco il presidente provinciale Oscar Bernardi, «ma in uno Stato nazionale più forte, non più debole. Uno Stato che faccia bene i suoi compiti, senza mortificare le competenze delle Regioni o legiferare in modo erratico su questa o quella materia di riferimento regionale. Il punto fermo da cui partire è che sia lo Stato centrale che le Regioni devono aumentare la loro efficienza e la loro capacità di dare risposte alle economie e alle società locali, senza intralciarsi a vicenda come troppe volte abbiamo visto in questi anni».

Confartigianato Imprese Veneto avanzò un pacchetto di proposte pochi giorni prima del referendum del 2017 in tema di autonomia e che il Consiglio Regionale accolse. «Sin dagli inizi del dibattito, interpretando le necessità delle imprese e dei territori», conclude il Roberto Boschetto, «abbiamo appoggiato e condiviso le azioni volte ad una maggiore autonomia della nostra Regione, interpretandola come opportunità per rafforzare l’intero sistema Paese attraverso una competizione virtuosa tra sistemi regionali e riavvicinare i cittadini alla politica».

VIABILITÀ: APERTO L’INNESTO CON LA A27

Pedemontana completata al 97%. Il presidente Oscar Bernardi. «Ora le bretelle di collegamento nord-sud e biglietti gratis su alcuni tratti»

La Pedemontana ha fatto un altro passo. Il 6 aprile è stato inaugurato l’innesto con l’autostrada A27, alla presenza del governatore veneto Luca Zaia e del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Un’opera che Confartigianato ha sempre ritenuto strategica. Entro dieci minuti dalla Superstrada risiede oltre il 23% della popolazione trevigiana, il 26% delle unità locali di industria e servizi e il 28% dei loro addetti.

«Percentuali destinate ad aumentare in virtù della totale apertura dell’infrastruttura che catalizzerà nei nodi di svincolo nuovi insediamenti produttivi, logistici e di servizi», sottolinea Oscar Bernardi, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. «Ora si tratta di intervenire sulle bretelle di collegamento nord-sud, per rimuovere i colli di bottiglia che congestionano il traffico. Il tema dei costi dei pedaggi è all’evidenza unitamente alle valutazioni delle proposte di gratuità per alcuni tratti».

La tratta Spresiano-Villorba-A27 è lunga due chilometri consentendo sulla Pedemontana una percorribilità complessiva provvisoria di circa 82 chilometri. Una volta completata, l’infrastruttura conterà 94 chilometri, attraversando 36 Comuni, con 14 caselli, per un investimento di 2 miliardi e 258 milioni di euro. Ad oggi l’opera è ultimata per il 97 per cento.

«Attendiamo che si possa realizzare quanto prima il completamento verso la A4», dice Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, «un altro passaggio fondamentale per la viabilità regionale. Auspichiamo che la Regione apra un confronto sul tema delle tariffe per l’utilizzo della nuova superstrada che sono ancora alte in particolare per gli spostamenti brevi».

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TREVISO 5ª IN ITALIA PER IMPRESE DI DESIGN

Grazie a 965 imprese, che occupano 1.494 addetti, Treviso è di gran lunga la migliore provincia veneta, seguita a distanza da Vicenza (7ª), Padova (15ª), Verona (24ª), Venezia e Belluno (30ª) e Rovigo (63ª)

La Marca Trevigiana è la quinta provincia in Italia per numero di aziende di design. Grazie a 965 imprese, che occupano 1.494 addetti, Treviso è di gran lunga la migliore provincia veneta, seguita a distanza da Vicenza (7ª), Padova (15ª), Verona (24ª), Venezia e Belluno (30ª) e Rovigo (63ª). Il Veneto è terzo in Italia per numero di addetti nei settori ad alta intensità di design. Moda, mobili, ceramica, carta, metalli preziosi ma anche navi e imbarcazioni da diporto, strumenti musicali, giocattoli. L’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato ha delineato una moltitudine di beni il cui design caratterizza il percorso innovativo e lo standard qualitativo. Sono ben 14 le filiere del made in Italy ad elevata contaminazione del design. In queste filiere si concentra più di metà (66%) delle esportazioni venete del made in Italy, che, nel 2022 è salito a 52 miliardi e 600 milioni di euro.

Nella Marca Trevigiana la parte del leone la fanno i disegnatori grafici con 378 imprese che occupano 604 addetti, seguiti da vicino dalle imprese di design nella moda e nell’industria: sono 314 con 579 addetti. Completano il quadro, le 143 imprese di disegno tecnico, con 163 addetti, mentre gli altri settori del design assommano 130 imprese che danno lavoro a 148 persone.

«La maggiore presenza dell'artigianato e delle micro e piccole imprese», sottolinea Oscar Bernardi, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «si riscontra nei settori del made in Italy che hanno connotato la nostra storia e il patrimonio culturale: prodotti in legno, mobili, moda - tessile, abbigliamento e pelle, vetro e ceramica, gioielleria».

In questo perimetro settoriale si contano in Veneto 24.022 imprese. Altissima la vocazione artigiana con 15.303 imprese che rappresentano il 63,7% del totale. La Regione è terza nella speciale classifica per peso degli addetti di queste filiere sul totale degli occupati pari al 19,2% contro una media Italia del 12,4%. Ai primi posti Marche (22,1%) e Friuli (19,2%).

La vasta domanda di design, determinata dalla considerevole produzione di beni venduta in tutto il mondo, vede impegnate nel Veneto 4.255 unità locali di imprese specializzate nell’attività di design, che danno lavoro 6.261 addetti. Si tratta di fashion design principalmente connesso a moda, gioielli, mobili e arredamento e di design industriale comprensivo delle attività di ideazione e sviluppo di progetti e specifiche tecniche necessarie per facilitare l'uso, accrescere il valore, migliorare l'estetica dei prodotti nonché della definizione e scelta di materiali, meccanismi di funzionamento, forme, colori, rifiniture esterne, tutte attività che possono essere svolte anche tenendo conto di bisogni umani, sicurezza, interesse del mercato ed efficienza in produzione, distribuzione, utilizzo e manutenzione.

A queste attività core di design si affiancano le attività dei disegnatori grafici che operano nello sviluppo di pagine web, nella grafica pubblicitaria o sono illustratori, quelle dei disegnatori tecnici che riproducono cartamodelli e le altre attività di design, svolte principalmente dagli arredatori. Su alcuni segmenti di produzione caratterizzata dal design, il Veneto è leader europeo, essendo un fortissimo esportatore di gioielleria, navi, macchine per l’alimentazione, apparecchi per uso domestico non elettrici, prodotti della moda come occhiali, calzature e i prodotti in pelle, quelli di abbigliamento, le pellicce, la maglieria e i prodotti della tessitura.

«Il disegno del prodotto costituisce un fattore competitivo strategico dell’offerta manifatturiera», conclude il presidente Bernardi. «Nella Marca Trevigiana da sempre le nostre piccole imprese sono riuscite ad intrecciare la materialità del prodotto con elementi immateriali concretizzando una ampia gamma di oggetti».

NUMERI RECORD PER L'EXPORT TREVIGIANO

Nel 2022 la manifattura è cresciuta del 13% rispetto al 2021 e del 19,9% sul 2019, superando i 16 miliardi di euro di fatturato

Reggono anche le esportazioni con il Regno Unito, con qualche chiaroscuro

L’export del manifatturiero trevigiano vola e nel 2022 ha raggiunto i 16 miliardi 214 milioni di fatturato. Un salto in avanti del 13% rispetto al 2021, che sancisce il pieno recupero del post pandemia. L’incremento dell’export “made in Treviso” è salito del 19,9% rispetto al 2019 e addirittura del 26,4% sul 2017.

«Stiamo navigando in acque internazionali agitate», sottolinea Oscar Bernardi, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «ma abbiamo una “flotta” di imprese ben equipaggiate, anche se, dopo anni di pandemia, con una guerra in corso, disordini sociali sparsi in tutto il mondo, l’asset più prezioso che auspichiamo è sicuramente la pace».

Sono dieci i settori con un incremento 2021-2002 che supera i venti punti. Nei settori con il fatturato maggiore spicca la chimica, con più 22.5% con 383 miliardi esportati, seguito dai prodotti della metallurgia che con i suoi 490,0 milioni, cresciuto del 26%, da prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi che toccano i 357 milioni con un più 23,5%. Oltre i 20 punti percentuali si collocano anche i prodotti farmaceutici (26,8%), i prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (26,8%) e le bevande (25,3%).

Discorso a parte per il tabacco, con una crescita del 7.647,6%, ma su un fatturato di 700 mila euro, e i prodotti della stampa e della riproduzione di supporti registrati, con un ragguardevole incremento del 33,9% su 500 mila euro di valore esportato. Unici settori in contrazione, computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi, scesi del 6,5% (meno 15,1% rispetto al 2019), raggiungendo un fatturato di 193 milioni di euro, e gli autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, con una contrazione del 12,3% (meno 26,7% rispetto al 2019), con 282 milioni di prodotti esportati.

I settori con il maggiore fatturato di export nel 2022 sono stati i macchinari e le attrezzature, con 2.604,4 milioni di euro, le apparecchiature elettriche e le apparecchiature per uso domestico non elettriche, che ha toccato il traguardo di 2.074,9 milioni, seguite da vicino con i mobili a quota 2.024,2 milioni. Positivo anche il risultato complessivo dell’export provinciale verso il Regno Unito, aumentato l’anno scorso del 3,8%, ma sceso del 9,6% rispetto al 2019 e del 9,4% sul 2017. Il fatturato complessivo nel 2022 è stato di 866,8 milioni di euro.

«Facendo un bilancio a tre anni dall’uscita dell’Inghilterra dal mercato comune europeo», commenta il presidente Oscar Bernardi, «sembra proprio che gli anglosassoni non possano fare a meno dei prodotti made in Treviso. In tema di brexit, guardiamo con fiducia al recente disgelo tra Ue e Regno Unito il cosiddetto "Windsor Framework" che potrebbe contribuire a migliorare di molto il nostro interscambio».

I dati confermano un certo ottimismo. Buona ripresa hanno registrato i prodotti della stampa e della riproduzione di supporti registrati (+ 61,1%), la carta e i prodotti correlati (+ 47,3%), il legno e i prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili) e gli articoli in paglia e i materiali da intreccio (+ 18,2%) e i mobili (+ 15,4%). Ottimo il recupero dei prodotti delle altre industrie manifatturiere (+ 33,3%), come dimostra il più 84,6% rispetto al 2017. Ancora meglio hanno fatto i prodotti chimici, cresciuti l’anno scorso del 21,3%, ma schizzati a più 133,5% sul 2017.

Profondo rosso per i prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici le cui esportazioni sono calate del 70%, seguiti dai prodotti della metallurgia (meno 40,4%), i computer e i prodotti di elettronica e ottica, così come gli apparecchi elettromedicali, gli apparecchi di misurazione e gli orologi (meno 33,1%). Guardando il fatturato sul Regno Unito, la parte del leone spetta ai mobili, con 205,3 milioni di euro esportati. Al secondo posto si sono collocate le bevande con 128 milioni.

ANALISI SU FILIERE E TERRITORI

L’ha realizzata Confartigianato Imprese Veneto insieme al centro studi Nomisma

Le filiere di Metalmeccanica – Moda – Sport System rappresentano quasi il 22% di tutte le imprese venete

Una mappatura delle filiere strategiche della Metalmeccanica, della Moda e dello Sport System. L’ha realizzata Confartigianato Imprese Veneto insieme al centro studi Nomisma. Un lavoro centrato su nove interviste qualitative ad altrettante imprese “Champions”, un’indagine campionaria su 150 imprese delle filiere e il lavoro di elaborazione dei dati.

Nel complesso, le imprese delle tre filiere in Veneto rappresentano quasi il 22% di tutte le imprese artigiane del Veneto: 26.749 imprese e 98.127 addetti. Oltre la metà delle imprese artigiane si concentra nella trasformazione: vi appartiene il 51,1% delle imprese della meccanica, il 61,9% della moda, il 52,6% dello sport system. Una loro caratteristica essere mediamente più grandi delle imprese artigiane italiane, in particolare nella trasformazione e nella lavorazione di materie prime.

«Dal mix di rilevazioni», spiega Lucio Poma, capo economista Nomisma, «ricaviamo una fotografia di un territorio in grande trasformazione, con prospettive future positive ma che, per essere colte, hanno bisogno di nuove e adeguate figure professionali e di nuove imprese. In un contesto internazionale non facile, queste tre filiere non solo hanno tenuto ma hanno fatto meglio del previsto anche con costi esagerati per energia e materie prime. Una forza che va indirizzata ed incanalata. Ed è su questo che si gioca la partita delle associazioni come Confartigianato Imprese Veneto che devono cimentarsi su “vision” e politiche industriali. Ma per farlo si deve dare connotazione alle trasformazioni in atto nel territorio, leggere i cambiamenti e darne lettura per primi. Così si vince la sfida del mercato».

«Da questa prima indagine», afferma Roberto Boschetto, presidente Confartigianato Imprese Veneto, «portiamo a casa una fitta agenda di cose da fare. Alcune pratiche come promuovere occasioni di incontro e scambio continuativo tra gli imprenditori del territorio e continuare sulla strada della mappatura delle competenze delle imprese (come già fatto per l’occhialeria e una parte della moda); puntare fortemente sulla formazione per colmare il gap di figure specializzate, sia con riferimento alla manodopera professionale, onde evitare la perdita di competenze, sia alle figure dirigenziali che scontano una carenza di strumenti per relazionarsi con le imprese clienti. Intensificare la nostra assistenza per le relazioni internazionali. Ma anche di agenda politica».

«Dovremo intervenire», sottolinea Oscar Bernardi, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «per aumentare il livello di sensibilizzazione e condivisione dei problemi che affliggono le filiere al fine di concorrere ad individuare soluzioni condivise da tutti gli attori principali delle stesse e dare impulso a un’operazione culturale evidenziando le opportunità in termini di stabilità lavorativa ed economica all’interno delle imprese, oltre che di appagamento professionale».

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MANCANO LAVORATORI NELLE IMPRESE ARTIGIANE

La carenza di manodopera interessa il 46,5% delle imprese artigiane trevigiane

Nel solo settore dell’autotrasporto merci conto terzi mancano 2.500 autisti

Gli interventi del presidente Oscar Bernardi e di Danilo Vendrame (trasporti)

Nella Marca Trevigiana il 46,5% delle imprese artigiane ha difficoltà a trovare la manodopera di cui avrebbe bisogno. Dato che colloca Treviso al 15° posto tra le province italiane, quarto in Veneto dopo Vicenza (47,7%), Padova (46,8%) e Rovigo (46,6%), e ben al di sopra della media nazionale. Il dato emerge da un’elaborazione dell’Ufficio studi di Confartigianato dedicato alle difficoltà di reperimento del personale da parte delle MPI. Un problema in via di aggravamento, tanto che un raffronto tra il 2021 e il 2022 evidenzia per Treviso un aumento del 5,9% delle difficoltà a reperire personale.

Su questo delicato tema è intervenuto Oscar Bernardi, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. La carenza di manodopera incide negativamente anche sul comparto trasporti. In Veneto, per il solo settore dell’autotrasporto merci conto terzi, si parla di almeno 2.500 richieste di assunzione attualmente inevase, come ha denunciato Danilo Vendrame, presidente comunità trasporto merci.

CARENZA DI MANODOPERA E IMPRESE ARTIGIANE

«Siamo di fronte a un fenomeno delicato e persistente», spiega Oscar Bernardi, «che si aggrava proprio nel momento in cui l’economia provinciale è in rilancio». Nel report di Confartigianato emerge che i più difficili da trovare sono gli operai specializzati e i conduttori di impianti e macchine (55,8%), in particolare gli operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici (63,4%), gli operai nelle attività metalmeccaniche richiesti in altri settori (61,0%) e gli operai specializzati nelle industrie del legno e della carta (59,2%).

Oltre al trend demografico, che influisce sulla disponibilità dei candidati, sul mismatch di domanda e offerta di lavoro interferiscono altri fattori, tra cui l’adeguatezza del candidato che consegue al percorso scolastico e formativo svolto. «Confartigianato da anni è impegnata su questo aspetto», sottolinea il presidente Bernardi, «con un costante rapporto tra le imprese artigiane e le scuole. Si parte dalle scuole medie, offrendo occasioni di confronto con gli imprenditori in un’ottica di orientamento scolastico, per passare al fondamentale capitolo dell’apprendistato duale, che consente agli studenti di conseguire il titolo di studio dell’istruzione obbligatoria secondaria di 2° grado, trasferendo consistenti periodi di formazione scolastica in ambienti di lavoro (in media il 35% delle ore di un anno scolastico si svolgono in impresa), di ricevere uno stipendio, il riconoscimento del periodo per la pensione e garantisce impresa, scuola e famiglia stante l’integrale applicazione della normativa sicurezza in quanto lo studente diventa anche dipendente. Per finire, c’è anche l’investimento diretto dei maestri artigiani nella formazione dei giovani nelle scuole professionali».

TRASPORTI – BONUS PATENTI E CARENZA AUTISTI: BENE L’AGEVOLAZIONE MA DA SOLA NON BASTA

«La carenza di autisti professionali interessa ormai da tempo sia il settore del trasporto merci che quello del trasporto persone», denuncia il presidente di categoria Danilo Vandrame. «Da quando è mancato il flusso degli autisti con patente acquisita durante il servizio di leva, il ricambio generazionale è stato minimo. L’attuale percorso per l’acquisizione delle patenti, lungo oltre che costoso, ha contribuito ad aggravare la situazione.

Preoccupazione nell'autotrasporto per la carenza di autisti

Dal 13 febbraio i giovani tra i 18 e i 35 anni che vogliono conseguire le patenti e le abilitazioni professionali per il trasporto di merci o persone possono richiedere il cosiddetto “Bonus patenti” per un importo fino a 2.5000 euro. L’EBAV eroga, inoltre, un ulteriore contributo di 1.000 euro, a favore di chi, nei 12 mesi successivi al conseguimento delle patenti, venga assunto in un’impresa artigiana di trasporto merci.

«Si tratta di un ottimo aiuto», conferma Vendrame, «anche se ci vuole ben altro per risolvere o almeno attenuare il problema. Non è solo una questione di aiuti economici. Bisogna rendere attrattivo il settore riconsegnando agli autisti la loro dignità di professionisti della strada. Oggi i giovani pur avendo la possibilità di ricevere delle buste paga importanti ritengono prioritaria la qualità della loro vita che non misurano esclusivamente in denaro. La politica dell’aumento dei salari, adottata da molti vettori non sembra attualmente la misura idonea per migliorare la situazione».

Per leggere gli interventi completi di Oscar Bernardi e Danilo Vendrame andare al link.

Confartigianato Marca Trevigiana Formazione srl

LA CYBER GUERRA E LE IMPRESE

Un convegno ha fatto il punto sui rischi dei cybercriminali e sulle possibili difese

I reati informatici sono saliti del 21,8% nella Marca Trevigiana: quattro PMI su dieci ne ha fronteggiato uno

Corrono i reati informatici nella Marca Trevigiana. Nell’ultimo anno sono aumentati del 21,8%, contro il 21,2% del Veneto e il 18,4% della media nazionale. Il tema è stato affrontato nel convegno “Le imprese artigiane e le PMI nel mirino dei cyber criminali – Strategie di attacco e difesa per Aziende e Stato” che si è svolto a Treviso il 19 aprile, promosso da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana.

Sono intervenuti David Tancredi, responsabile direzione cybersecurity Trevigroup Srl che ha spiegato il ruolo di malware, ransomware e bot nell’automazione degli attacchi verso PMI e le strategie di difesa, il tenente colonnello Francesco Passaniti del CERT Difesa, Comando per le Operazioni in Rete, che ha presentato la funzione del Comando Operativo in Rete nella prevenzione e nel contrasto alla guerra cibernetica, Mauro Cicognini, del Comitato scientifico del CLUSIT - Associazione italiana per la sicurezza informatica e Founding Partner di Rexilience, che ha concluso con una panoramica sui rischi connessi alle catene di fornitura.

Treviso. Il convegno dedicato alla cyber sicurezza delle PMI

«La sicurezza informatica è sempre più un fattore cruciale», sottolinea Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. «Le MPI mostrano una crescente consapevolezza sui rischi della digitalizzazione e dedicano molta attenzione alla sicurezza, in termini di prevenzione di attacchi ed eventuali azioni di recupero dei dati. A supporto, c’è un piccolo esercito di 200 imprese artigiane trevigiane dell’ICT (1.141 venete) pronte a consigliare e aiutare gli imprenditori nell’apportare le adeguate contromisure».

«Solo nel 2022», aggiunge Domenico Baldasso, presidente della comunità ICT, «il 61% di tutti i cyber attacchi hanno avuto come obiettivo le PMI di tutto il mondo. Buona parte delle motivazioni risiede nel fatto che le PMI sono poco attrezzate alla prevenzione degli attacchi cyber e conservano una grande quantità di informazioni riservate».

Per approfondire il tema e per vedere il video del servizio del Tg Treviso di Antenna 3 andare al link.

EDILIZIA: CREDITI INCAGLIATI

Le associazioni di categoria e i sindacati hanno incontrato il capo di gabinetto della Prefettura di Treviso

Per le parti sociali la prima emergenza da superare è lo sblocco dei crediti pregressi per consentire di proseguire nei cantieri

Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, insieme ai rappresentanti delle imprese e dei sindacati delle costruzioni, ha incontrato il Capo di Gabinetto Andrea Celsi, in rappresentanza del Prefetto di Treviso, per presentare una posizione comune sul tema dei bonus edilizi. Le parti sociali hanno chiesto di poter illustrare gli effetti che il decreto-legge n. 11/2023 sta avendo e avrà sul nostro territorio se non verranno prese tempestivamente le necessarie misure di sblocco dei crediti incagliati e di programmazione del sostegno alla riqualificazione energetica e sismica del patrimonio immobiliare italiano per i prossimi anni.

È prevedibile che gli effetti negativi si estendano a tutti i settori collegati, ma colpiscano anche le famiglie beneficiarie degli interventi, con il rischio di decine di migliaia di contenziosi con i soggetti realizzatori e con le Autorità preposte ai controlli. Le parti sociali hanno evidenziato come la prima emergenza da superare sia certamente lo sblocco dei crediti pregressi per consentire di proseguire nei cantieri. In particolare, le misure in corso di discussione in Parlamento potrebbero consentire quanto meno di attenuare l’impatto negativo del provvedimento e l’auspicio è di poter arrivare ad una loro approvazione in tempi brevi. È altresì necessaria una soluzione strutturale che guardi anche al futuro.

Per leggere le posizioni dei rappresentanti delle associazioni di categoria e dei segretari generali di Fillea CGIL, Filca Cisl e Feneal Uil territoriali andare al link.

ESSERE E FARE VENETO

Presentato il libro che racconta la storia di Treviso attraverso il cibo e i prodotti del territorio

Il volume è stato realizzato nell’ambito della 43ª edizione del progetto “Scuola Media Manualità”

Oltre cento studenti delle scuole medie raccontano in un libro la “loro” Treviso. “Essere e fare Veneto – La storia di Treviso raccontata dal cibo e dai prodotti del nostro territorio” è stato presentato martedì 4 aprile nella sede di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. Il volume è stato realizzato con il contributo del Comune di Treviso, assessorato alla Partecipazione ed Istruzione, nell’ambito della 43ª edizione del progetto “Scuola Media Manualità”, 2022-2023.

Si è tratto di un singolare incontro a cui hanno preso parte gli autori, oltre un centinaio di studenti di cinque classi degli Istituti comprensivi Martini, Serena, Felissent, Stefanini e Coletti del capoluogo.

La pubblicazione racconta, per immagini e scritti, le visite guidate degli alunni alle imprese artigiane della Marca trevigiana, nel corso delle quali hanno potuto conoscere i loro prodotti entrando nel vivo dei processi di trasformazione delle materie prime, di produzione caratterizzati da un mix di tradizione e innovazione finalizzate alla sostenibilità alimentare e al rispetto per l'ambiente.

L’opera rende omaggio a cinque imprenditori e alle loro attività che contribuiscono allo sviluppo, alla crescita e alla cultura del territorio e delle sue comunità: Pasticceria Ardizzoni di Treviso, Salumificio Eustacchio di Dosson, Caseificio Bettiol di Roncade, Birrificio di Morgana di Morgano e Perlage Wine di Farra di Soligo.

L’ingresso nelle aziende ha consentito ai giovanissimi di respirare cosa significhi fare impresa, lasciandosi contagiare da passione, intraprendenza, tenacia, volontà, competenza, dedizione. Si è trattato di straordinarie occasioni che hanno permesso di cogliere quanta cura, attenzione riversano i lavoratori nel prodotto che è il testimone dell’identità di un territorio, l’espressione della genialità, della ricercatezza oltre che della creatività. Presenti all’appuntamento i titolari delle imprese: il pasticcere Alessandro Ardizzoni, il salumiere Ferdinando Sartorato, il birraio Andrea Zanatta, il casaro Fabio Bettiol e Ivo Nardi per Perlage.

A conclusione dell’appuntamento sono state presentate le opere in ceramica e mosaico realizzate nel corso degli anni all’interno del progetto Scuola Media Manualità che sono esposte nel Sottopasso Stazione, una galleria permanente regalata alla città che impreziosisce un luogo di transito molto frequentato con manufatti che propongono scorci, elementi, prodotti che connotano la Marca.

ARTIGIANI ANIMATI: TRE CARTOON SUI MESTIERI

Gli studenti raccontano quelli dell’acconciatore, del casaro e del produttore di calzature

“Artigiani animati” è il progetto, promosso da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e realizzato da Gruppo Alcuni, per far conoscere e comprendere ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, alle prese con la scelta della scuola di secondo grado, le imprese e i mestieri artigiani in modo divertente e personale.

La progettualità, sostenuta da Camera di Commercio di Treviso-Belluno ed Ebav, è nata dalla volontà dell’Associazione di favorire l’incontro tra gli studenti e gli imprenditori artigiani, con l’intento di focalizzare l’attenzione sul lavoro nell’artigianato, quale valida ed interessante opportunità di realizzazione personale, formativa e lavorativa per i ragazzi che si trovano davanti a una scelta importante e decisiva per il proprio futuro.

Una scena del cartoon dedicato al mestiere del barbiere (Castelfranco Veneto)

La prima fase del progetto ha visto la realizzazione di dieci video girati in altrettante imprese della provincia attive in settori nei quali il ruolo della piccola e micro impresa è centrale (alimentazione, meccanica, automazione, ICT, moda, arredo, grafica e stampa, chimica gomme plastica, autoriparazione, acconciatura), finalizzati ad offrire informazioni immediate sul “mondo degli artigiani”.

Il gusto di imparare a fare il formaggio, dedicato ai casari (Cornuda)

A partire dai video curati da Gruppo Alcuni, è stato lanciato un concorso di idee in cui si è chiesto agli studenti di concepire una breve storia per valorizzare le qualità che connotano le realtà artigiane. Gli elaborati selezionati sono stati trasformati in tre cartoni animati.

La tradizione di rinnova, che parla degli artigiani delle calzature (Cornuda)

“Il barbiere originale”, dedicato agli acconciatori e realizzato dall’Istituto Comprensivo “Giorgione” di Castelfranco Veneto, da un’idea di Andrea Rebellato della classe 3ª D, con la supervisione di Gianluca Pistis, docente di Arte e immagine, dirigente scolastica Donata Sartor. “Il gusto di imparare a fare il formaggio”, dedicato ai casari, opera della Scuola secondaria di 1° grado “Roncalli” di Cornuda, da un’idea della classe 2ªB, sotto la supervisione di Silvia Comazzetto, docente di arte e immagine, dirigente scolastico Michele Tibaldo, Infine, “La tradizione si rinnova”, che parla di un produttore di calzature, realizzato dalla stessa classe della “Roncalli” di Cornuda.

Per conoscere tutti i dettagli del progetto e il commento del presidente Oscar Bernardi andare al link.

VIRTUAL REALITY FOR SAFETY TRAINING

Il progetto di Confartigianato e Vigili del Fuoco di Treviso è stato messo a punto da un pool multidisciplinare di esperti e presentato ad Asolo a studenti di cinque scuole e agli imprenditori

È il primo strumento a livello nazionale che si propone di attivare comportamenti di prevenzione nel settore dell’edilizia artigiana attraverso la realtà virtuale. È stato presentato il 21 gennaio ad Asolo il progetto Virtual Reality for Safety Training, realizzato da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana con la collaborazione dei Vigili del Fuoco di Treviso e il contributo di un pool multidisciplinare di esperti.

All’incontro, presso Hangar – La Fornace, hanno partecipato oltre centocinquanta studenti di cinque istituti superiori che formano specialisti dell’edilizia, oltre all’assessore regionale Elena Donazzan che li ha invitati «ad avere sempre la curiosità di conoscere. L’educazione e la formazione non sono soltanto scuola, tutto il proprio contesto di vita può diventare educante».

Il sistema VRST riproduce in modo autentico il luogo di lavoro ed è stato studiato per consentire una raccolta dati basata sulle scelte che i vari giocatori effettueranno durante le sessioni, al fine di consentire analisi quantitative e qualitative del comportamento e l’apprendimento. I dati raccolti produrranno uno studio comportamentale, che fornirà importanti informazioni sulle condotte sotto stress e durante la gestione delle emergenze.

«Non è la prima volta che Confartigianato affronta il tema sicurezza», spiega Oscar Bernardi, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «con linguaggi e modalità alternative, puntando soprattutto sull’educazione. Lo ha già fatto l’anno scorso con i Papu, che in 15 video hanno affrontato con ironia, ma senza mai banalizzare, svariati temi correlati alla sicurezza in cantiere. Grazie alla tecnologia, messa al servizio della cultura della sicurezza. Comune obiettivo di questa strategia educativa è la promozione della prevenzione, in termini di responsabilità e non di obbligo. Uno stile di vita da applicare in qualunque luogo e momento».

Al progetto hanno contribuito diversi esperti, per arrivare a una simulazione unica nel suo genere. Giovanni Finotto, docente a Ca’ Foscari, ha lavorato in particolare sul fattore umano. «Occorre mettere al centro le persone», ha detto il docente esperto di sicurezza di sicurezza in laboratori di impianti industriali. «La sicurezza è prima di tutto un percorso per arrivare ad agire in modo consapevole. Obiettivo è acquisire un comportamento sicuro».

Asolo. Un momento dell'incontro con le scuole dedicato al progetto Virtual Reality for Safety Training

«È fondamentale farsi trovare pronti», è stata la sottolineatura dell’ingegner Giuseppe Quinto, vicecomandante dei Vigili del Fuoco di Treviso. «Nelle emergenze non si può affidarsi all’improvvisazione e all’istinto, occorre formazione e pianificazione». Questo particolare aspetto è l’obiettivo del training, attraverso la realtà virtuale, messo a punto da Metaverso srl, digital agency di Asolo. «VRST consente di immergersi in situazioni tipiche dei cantieri», ha spiegato l’amministratore delegato Riccardo Franco, «proponendo un vero e proprio storytelling dove è possibile sperimentare le proprie scelte e verificarne le conseguenze. I dati rilevati serviranno per affinare lo strumento e per una ricerca sull’impatto della formazione.»

«Non basta l’autoformazione, serve l’analisi e la riflessione con i propri pari e con persone esperte». Così il professor Andrea Montefusco, della Luiss Business School, che ha sviluppato gli scenari dal punto di vista dell’apprendimento, mentre il figlio Nicola ha curato il design della simulazione perché sia più aderente possibile al modo di comunicare dei giovani. Gli studenti, al termine della presentazione, hanno potuto sperimentare la simulazione.

PROGETTO LABORATORI 4S

L’iniziativa, dedicata alla sostenibilità, ha coinvolto le micro e piccole imprese del territorio in un percorso di nove appuntamenti

Concluso il progetto Laboratori 4S, realizzato nella seconda metà del 2022 da Confartigianato Imprese Marca Trevigiana insieme al C4S - Centro per la Sostenibilità di Fondazione Università Ca’ Foscari. L’iniziativa ha coinvolto le micro e piccole imprese del territorio della Marca in un percorso di nove appuntamenti finalizzati, attraverso un tavolo di lavoro e dialogo sui temi della sostenibilità. Obiettivo: sostenere gli imprenditori perché intraprendano azioni che permettano di non subire le future richieste di rendicontazione di sostenibilità da parte delle medie e grandi imprese committenti, o dagli istituti di credito. Un percorso verso l'implementazione di strategie proattive di sostenibilità in azienda, durante il quale i partecipanti hanno avuto la possibilità di confrontarsi con consulenti e tecnici e di focalizzare i processi dell’attività sui quali condurre, con il supporto del gruppo di progetto, analisi mirate che consentono di fissare specifici target e obiettivi per rispondere alle nuove esigenze di mercato.

Treviso. Un momento degli incontri sul progetto Laboratori 4S dedicato alla sostenibilità

I riscontri ottenuti hanno confermato che il bilancio di sostenibilità, obbligatorio a partire dal 2024 per le imprese di grandi dimensioni e le PMI quotate secondo quanto stabilito dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), pubblicata lo scorso 16 dicembre, è uno strumento molto utile per guidare un processo di analisi/strategia/azione efficace e orientato all’obiettivo.

«Il modello partecipativo che sta alla base del design thinking, utilizzato durante i laboratori», spiega Oscar Bernardi, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «ha dato la possibilità agli imprenditori di essere attivi nella discussione e di condividere esperienze sentendosi protagonisti della progettualità proposta a differenza delle più classiche attività frontali. Si sono così generati confronti costruttivi in cui ogni partecipante ha trovato modo di esprimere il proprio punto di vista generando un pensiero condiviso e in alcuni casi generando una nuova consapevolezza sui vari temi trattati».

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PERSONE

Cordoglio per la scomparsa del commendatore Elio Battistella, presidente di Confartigianato Imprese Treviso e Marca Trevigiana

Roberto Boschetto confermato presidente di Confartigianato Imprese Veneto

Nomine in Confartigianato Impese AsoloMontebelluna e Vittorio Veneto

IL RICORDO DEL COMMENDATORE ELIO BATTISTELLA

È mancato, il 23 marzo, il commendatore Elio Battistella, una figura chiave del sistema associativo di Confartigianato Imprese, che ha ricoperto il ruolo di presidente del mandamento di Treviso dal 1977 al 1982 e a seguire dell’associazione provinciale Marca Trevigiana.

Il commendator Elio Battistella

«Un uomo pragmatico che ha saputo trasferire la sua determinazione imprenditoriale nella guida dell’Associazione», ricorda Oscar Bernardi, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «votato ai risultati sui quali ha puntato con generosa disponibilità, con il realismo di uomo di azienda e grande umanità. Fare sistema, valorizzare uomini e risorse, mettere in moto strutture e servizi funzionali alle imprese, dare autorevolezza e voce al mondo artigiano: questi gli obiettivi che ha perseguito e che hanno caratterizzato il suo tempo. Questo l’insegnamento che ci ha lasciato in eredità e che ci guida nel nostro ruolo.»

Battistella è stato il principale artefice della trasformazione di “Alleanza Artigiana” in “Associazione Artigiani della Marca”, non un’operazione di facciata ma di sostanza, che ha portato le associazioni mandamentali a trovare ulteriori elementi di aggregazione confermando un consolidamento a livello territoriale.

«Siamo profondamente colpiti dalla scomparsa di Elio Battistella e vicini alla sua famiglia, in particolare ai figli Fabio e Manuela, che portano avanti tutt’oggi l’impresa di famiglia», ha dichiarato Ennio Piovesan, presidente di Confartigianato Imprese Treviso. «Il mondo artigiano oggi perde un uomo che ha saputo concretizzare la sua visione dell’imprenditorialità e soprattutto un padre che ha lasciato alla sua famiglia i valori dell’onestà, del sacrificio, dell’essere artigiano».

Per conoscere la biografia di Elio Battistella andare al link.

ROBERTO BOSCHETTO CONFERMATO ALLA PRESIDENZA DI CONFARTIGIANATO VENETO

L’imprenditore padovano Roberto Boschetto è stato confermato, il 27 febbraio, alla presidenza di Confartigianato Veneto che guiderà fino al 2027. L’assemblea dell’Associazione ha, inoltre, eletto la vicepresidente vicaria Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno, e i vicepresidenti Gianluca Cavion e Roberto Iraci Sareri, rispettivamente presidenti di Confartigianato Imprese Vicenza e Verona. «Siamo in una situazione di assoluta incertezza, una tipica fase di passaggio da un’epoca a un’altra», ha commentato a caldo Roberto Boschetto, «ma non c’è tregua per nessuno. Lo sanno soprattutto i 45 mila soci che rappresentiamo e che ci chiedono ascolto, proposte e negoziazione. Siamo attrezzati con forza per raccogliere le sfide di traghettare l’economia oltre la crisi, di sostenere gli investimenti e di sostenere i consumi interni».

Roberto Boschetto confermato alla presidenza di Confartigianato Imprese Veneto

NUOVE NOMINE ALLE DIREZIONI DEI MANDAMENTI DI ASOLOMONTEBELLUNA E VITTORIO VENETO

Matteo Berno e Alberto Boscariol nei mesi scorsi hanno assunto il ruolo di Segretari delle Associazioni territoriali di AsoloMontebelluna e Vittorio Veneto

Matteo Berno e Alberto Boscariol, segretari di Confartigianato AsoloMontebelluna e Vittorio Veneto

GRUPPI SOCIALI

Gruppi Donne Impresa e Anap a sostegno delle attività del Centro Antiviolenza di Vittorio Veneto

Anche uno spettacolo teatrale per denunciare gli abusi sulle donne, in scena al teatro vittoriese "Da Ponte"

SOSTEGNO DELLE ATTIVITÀ DEL CENTRO ANTIVIOLENZA DI VITTORIO VENETO

In occasione dell’8 marzo il Gruppo Donne Impresa e Anap di Vittorio Veneto hanno scelto di fare una donazione al centro antiviolenza vittoriese. Barbara Barbon, presidente provinciale e regionale del Gruppo Donne Impresa di Confartigianato, Giuseppe Pocchiesa e Rino Masutti, capogruppo e vice dell’Anap mandamentale di Vittorio Veneto, hanno incontrato l’Assessore comunale Antonella Caldart unitamente a presidente e segretario del mandamento, Enrico Maset e Alberto Boscariol.

Vittorio Veneto. (da sinistra) Antonella Caldart, Barbara Barbon, Enrico Maset, Alberto Boscariol, Giuseppe Pocchiesa, Rino Masutti

L’iniziativa è in continuità con un’attività promossa al fine gennaio che ha visto i due gruppi sociali sostenere lo spettacolo “Fragile e Violento”, andato in scena al teatro da Ponte, scritto e diretto da Edoardo Fainello, a cui hanno assistito oltre 400 persone. Una storia di denuncia da parte di un padre della violenza subita dalla figlia.

Per vedere il video della cerimonia e tutti i dati sull’imprenditoria femminile artigiana andare al link.

“FRAGILE E VIOLENTO”, UNO SPETTACOLO TEATRALE PER DENUNCIARE GLI ABUSI SULLE DONNE

Il Gruppo Donne Impresa di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, con il sostegno di Anap ha promosso lo spettacolo teatrale “Fragile e Violento”, scritto e diretto da Edoardo Fainello, in scena il 28 gennaio al Teatro Lorenzo Da Ponte di Vittorio Veneto. Si tratta della storia di un padre che, come tanti, ha sempre cercato di proteggere la figlia dal mondo e dalle insidie che lo circondano. Tutti i suoi pensieri, le sue paure, la sua smisurata rabbia emergono nel corso di una seduta con una psicologa, assieme alla sua storia e a quella della sua piccola Silvia che ha anche subito una violenza.

L’appuntamento ha inteso sensibilizzare il pubblico sul tema degli abusi sulle donne, muovendo dal racconto di una voce maschile. Uno spettacolo fragile come lo spirito di chi soffre, violento come un pugno nello stomaco. Allo spettacolo hanno anche partecipato gli studenti degli istituti cittadini.

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LAB: CATEGORIE

Grazie a Confartigianato, quattro studentesse trevigiane hanno superato le selezioni

Sono salite sul palco di Hair Ring Selected 2023 nell'ambito della manifestazione Cosmoprof di Bologna

Quattro studentesse trevigiane protagoniste della più importante rassegna di acconciatura grazie a Confartigianato. Giorgia Bedin e Matilde Masier, acconciatura dell’Istituto “Brandolini-Rota” di Oderzo, Angela Busetto e Venita Shukai dell’Engim Turazza di Treviso, sono state selezionate per essere sul palco di Hair Ring Selected 2023 nell’ambito di Cosmoprof a Bologna.

Per questa edizione, Confartigianato Imprese Marca Trevigiana aveva proposto alle scuole di settore la possibilità di organizzare il reclutamento dei giovani. Alcuni istituti hanno provveduto a inviare delle foto di acconciature e trucco sui temi indicati, mentre l’Engim “Brandolini Rota” di Oderzo ha organizzato, a fine gennaio, una selezione sotto l’occhio attento di una qualificata giuria composta da soci, professionisti del benessere. A fronte delle valutazioni espresse i curatori nazionali dell’evento hanno scelto tra le migliaia di candidature pervenute le due giovanissime trevigiane che si sfideranno a colpi di forbici e spazzole con altri 22 hairstylist provenienti da tutto il territorio nazionale.

«Con grande soddisfazione», dice Gianantonio Papa, presidente del gruppo Benessere di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «quattro giovani della Marca saliranno sul palco di Hair Ring Selected per dare conto della loro abilità, della loro capacità creativa. Il nostro territorio si conferma una fucina di creatori di tendenze per la moda capelli. Si tratta di un’attestazione di come la collaborazione tra associazione e mondo della scuola favorisca la possibilità di dare visibilità a studenti talentuosi, ad avviarli alla professione oltre che con competenze con uno slancio motivazionale significativo, riconosciuto da accreditati maestri acconciatori».

Le quattro future professioniste avranno la possibilità di seguire gratuitamente dei corsi di formazione di alto profilo organizzati da Cosmetica Italia e dal Poliestetico di Milano sulle caratteriste dei capelli e sulla corretta gestione del salone. Da oltre 10 anni Cosmoprof e Camera Italiana dell’Acconciatura organizzano un evento dedicato ai giovani finalizzato a supportare i ragazzi nell’individuazione dei propri talenti e della trasformazione in azione del proprio potenziale.

LAB: CATEGORIE

Autoriparatori e Carrozzieri preoccupati dallo stop ai motori termici entro il 2035 deciso dall’UE

I costi di riparazione aumentano fino al 50% e mancano i tecnici. Gli interventi dei presidenti Gianluigi Buosi e Antonio Danesin

Giudizio sospeso sullo stop alle auto ed ai veicoli commerciali leggeri alimentati da motori termici, diesel e benzina dal 2035, approvato dal Parlamento Europeo. «Una scelta che condividiamo solo parzialmente», afferma Gianluigi Buosi, presidente del Gruppo Autoriparazione di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. `«Siamo consapevoli che i motori endotermici sono causa di inquinamento e che una soluzione debba essere trovata a tutela dell’ambiente, ma riteniamo che il passaggio alla trazione elettrica debba essere graduale date le numerose incognite che presenta. Il motore endotermico ha ancora delle possibilità di impiego con i carburanti alternativi».

Oltre al tema ambientale, il provvedimento europeo andrà a incidere anche sulla filiera dell’automotive, dai costruttori all’autoriparazione. La frequenza degli interventi sulle vetture elettriche, infatti, diminuirà sensibilmente e ci saranno difficoltà a trovare personale adeguatamente specializzato.

«In caso di incidente stradale», fa eco Antonio Danesin, presidente provinciale della comunità carrozzieri di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «il costo medio delle riparazioni delle auto elettriche aumenta fino al 50% rispetto a quello delle auto a combustione, escludendo la sostituzione della batteria che, per alcuni mezzi, rappresenta il 40% del valore dell’auto. Queste condizioni stanno già impattando sull’importo dei risarcimenti e sul costo dei premi assicurativi».

Ad incidere è il costo dei pezzi di ricambio, realizzati con materiali più leggeri, ma più costosi. I tempi di riparazione richiesti, inoltre, aumentano perché i pezzi sono più integrati e più connessi ai sensori. Per queste operazioni serve personale qualificato e questo incide ulteriormente sul costo orario della manodopera. Infine, le operazioni di recupero stradale di questi mezzi richiedono procedure più lunghe e complesse legate alle operazioni di messa in sicurezza del veicolo.

«Per risolvere questo il problema», concludono Buosi e Danesin, «servirebbe un’iniziativa legislativa a livello europeo che induca i costruttori ad aumentare la riparabilità e la durabilità dei mezzi elettrici. Devono essere messi a disposizione degli autoriparatori e degli automobilisti le istruzioni per la loro manutenzione e riparazione (batteria compresa), la disponibilità di pezzi di ricambio, il loro costo e l’aggiornamento dei software».

Per approfondire il tema andare al link.

LAB: CATEGORIE

Il seminario “Interventi su auto ibride - a gas - elettriche: sicurezza in officina e sulla strada”

Autoriparatori e Carrozzieri si cono confrontati con i tecnici del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Treviso

Una panoramica sulla sicurezza nelle attività di riparazione e di soccorso stradale nell’era delle auto elettriche. È stata organizzata dal gruppo autoriparazione di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Treviso, con il seminario “Interventi su auto ibride - a gas - elettriche: sicurezza in officina e sulla strada” che si è svolto il 4 aprile nella sede provinciale.

L’incontro ha offerto al personale che opera presso autofficine e carrozzerie un focus sui comportamenti nelle situazioni di emergenza, sulle attrezzature speciali necessarie, sulle tecniche di recupero, sulle buone prassi da adottare in officina e sulle più moderne tecnologie dell’automotive. Per i numerosi responsabili aziendali del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) presenti, la partecipazione all’evento è stata riconosciuta come credito formativo per l’attività di aggiornamento periodico.

«Rinnoviamo con entusiasmo la nostra collaborazione con i Vigili del Fuoco di Treviso», sottolinea Gianluigi Buosi, presidente del gruppo autoriparazione di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «in continuità con le attività svolte negli anni precedenti e alla luce delle ultime innovazioni tecnologiche presenti nelle auto con motorizzazioni alternative che impongono agli autoriparatori nuove e molteplici sfide da affrontare. Una di queste, la più importante, è garantire la sicurezza dei nostri operatori durante il loro lavoro».

Treviso. Un momento dell'incontro con i Vigili del Fuoco, dedicato alle auto ibride

Il seminario è stato organizzato all’indomani della decisione di Bruxelles di dare l’addio alle auto a motore endotermico alimentate a benzina e diesel dal 2035, ad eccezione di quelle alimentate da carburanti sintetici. Una decisione che darà un’ulteriore spinta verso le auto elettriche e ibride.

«Il 28 aprile si celebrerà la giornata mondiale per la salute e a sicurezza sul lavoro», ricorda Antonio Danesin, presidente dei carrozzieri di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. «Il nostro settore è sempre stato particolarmente attento a queste tematiche. Su tutti, è significativo il dato dei nostri 120 meccatronici e carrozzieri che hanno già partecipato ai corsi sicurezza nei lavori elettrici nelle riparazioni di veicoli ibridi ed elettrici (pes/pav/pei), organizzati dalle nostre strutture».

«Il tema della formazione continua», sottolinea Oscar Bernardi, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «è strategico rispetto alle grandi innovazioni tecnologiche e cerca di rispondere alla difficoltà di reperire nuovi tecnici specializzati. Sono sfide che la nostra associazione e i nostri associati devono raccogliere, perché il rischio è quello di veder sparire, assieme alle auto “tradizionali”, anche l’intero settore delle autofficine e delle carrozzerie».

A seguire le relazioni dei funzionari tecnici del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Treviso, Sergio Zambon, Lorenzo Lambrocco, Tiberio Baldo e Giuliano Mufato che hanno trattato delle operazioni di soccorso stradale, della valutazione dei rischi in officina, delle procedure di prevenzione incendi, hanno riportata esempi e problematiche di intervento su autoveicoli a gas, GNC, GNL, idrogeno, ibrido ed elettrico.

LAB: CATEGORIE

Un webinar dedicato all’auto sostitutiva e presentazione della guida per la sua corretta gestione

Gianluigi Buosi (autoriparatori): «Importante gestire in maniera professionale i vari aspetti amministrativi, fiscali e assicurativi»

Antonio Danesin (carrozzieri): «Attenzione alle implicazioni del cosiddetto "fermo tecnico"»

Il gruppo autoriparazione ha organizzato, il 16 marzo, un webinar dedicato alla corretta gestione dell’auto sostitutiva. Tema di attualità, visto il nuovo obbligo di trasmissione dei dati identificativi della persona che richiede l’auto a noleggio, attraverso l’utilizzo la piattaforma “CaRGOS” (prevista dal D.M. 29 ottobre 2021). Da qui l’esigenza di fare chiarezza sugli aspetti legali, amministrativi, assicurativi e fiscali, relativi alla messa a disposizione dei propri clienti di un’auto di cortesia. L’uso per tale scopo di una vettura immatricolata ad uso privato o ad uso noleggio senza conducente può generare sanzioni e far sorgere problemi in termini di responsabilità civile e penale.

Ad ulteriore supporto delle imprese del settore, nel corso del webinar è stata presentata la versione aggiornata della “Guida per la gestione dell’auto sostitutiva”, pubblicata nel 2017, che su richiesta verrà messa di nuovo a disposizione degli autoriparatori associati. La guida illustra in maniera semplice e schematica le tre modalità di possibile gestione del servizio: con veicoli ad uso proprio dati in comodato ai clienti, con veicoli immatricolati per uso di terzi da locare senza conducente e attraverso l’intervento di un soggetto terzo che risulta essere il noleggiatore del mezzo. Per ogni tipologia vengono messi in evidenza vantaggi e aspetti di criticità, con particolare focus sule responsabilità di natura civile e penale.

«Un numero sempre più rilevante di autofficine e carrozzerie», fa notare Gianluigi Buosi, presidente provinciale del gruppo autoriparazione, «offre alla propria clientela la disponibilità o il noleggio di un’auto sostitutiva. Si tratta di un servizio apprezzato dagli automobilisti e richiesto nel momento in cui la riparazione del proprio mezzo richieda un periodo in cui si corre il rischio di rimanere “a piedi”. Se da un lato, però, l’auto di cortesia qualifica l’autofficina e facilita la fidelizzazione del cliente, dall’altro può comportare dei problemi in termini di responsabilità civile e penale qualora non vengano gestiti in maniera professionale i vari aspetti amministrativi, fiscali e assicurativi».

«In special modo, le carrozzerie devono considerare con particolare attenzione le implicazioni correlate al recupero del cosiddetto “fermo tecnico”», ha aggiunto il presidente provinciale della comunità carrozzerie, Antonio Danesin, «in relazione a una pratica di risarcimento danno coperto da assicurazione RC auto. È bene, quindi, valutare attentamente le modalità con le quali proporre questo servizio, cercando di ridurre al minimo i rischi e i costi, mantenendo contemporaneamente la sua redditività».

Nel corso del webinar sono intervenuti l’avvocato Paolo Malaguti, che ha illustrato gli aspetti legali nei contratti per l’utilizzo degli autoveicoli, il broker assicurativo Aldo Todesco, con una relazione sulle coperture assicurative dei mezzi aziendali e sulle principali condizioni di polizza RCA, e Dario Marzola, consulente fiscale Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, che ha trattato gli aspetti fiscali in caso di comodato e noleggio dell’auto sostitutiva. A conclusione delle relazioni è stato dato spazio alle numerose domande da parte degli autoriparatori collegati.

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Marcatura Ce dei serramenti: un incontro su controlli della Guardia di Finanza e detrazioni fiscali

Un'iniziativa promossa dalla comunità serramentisti e che ha coinvolto anche comunità carpenteria e serramenti per l’edilizi

Organizzato dalle comunità serramentisti in legno e metallo, in collaborazione con il Comando provinciale Guardia di Finanza di Treviso, il 16 febbraio si è svolto il convegno “Marcatura CE dei serramenti: controlli della guardia di finanza e detrazioni fiscali”. L’evento ha concluso una serie di incontri tecnici, dedicati ai limiti di trasmittanza termica in tema di ecobonus, alle procedure aziendali per la corretta marcatura CE e alla posa a regola d’arte, secondo la norma UNI 11673, svolti in collaborazione con L’Organismo NotificatoT2i.

Treviso. Il capitano della Finanza, Daniele Leonetti, nel suo intervento all'incontro con i serramentisti

Relatore dell’incontro il capitano Daniele Leonetti, comandante del Nucleo Operativo della Guardia di Finanza di Treviso che, dopo aver esposto una panoramica delle norme europee e nazionali di riferimento, ha illustrato il quadro sanzionatorio e l’approccio adottato nelle attività di verifica su strada e in azienda. Il capitano Leonetti ha messo in evidenza i risultati ottenuti nell’attività di controllo e repressione illeciti in corso nel nostro territorio. Particolare evidenza, inoltre, è stata data alle conseguenze, sotto l’aspetto legale e fiscale, per le aziende e i loro clienti in caso di mancato rispetto della normativa vigente.

«La lotta alla falsificazione o all'assenza della marcatura CE, svolta dalla Guardia di Finanza», spiega Bruno Mazzariol, presidente provinciale del gruppo legno-arredo, «rappresenta una funzione importantissima di tutela del nostro settore sul fronte della concorrenza sleale, del commercio ingannevole e della sicurezza dei prodotti. La logica della sicurezza dei prodotti e la tutela di chi li usa sono alla base delle procedure previste dalle norme che i serramentisti sono obbligati ad adottare. Il manuale di controllo della produzione, i rapporti di prova sul prodotto finito, la marcatura e l’archivio CE e la dichiarazione di prestazione rappresentano la documentazione su cui si basano le verifiche che hanno lo scopo di rilevare, nel concreto, l’effettiva applicazione delle procedure da parte di chi opera in azienda».

«L’attività ispettiva in corso ha riguardato anche tre aziende nostre associate che erano presenti all’incontro», interviene Daniela Zanellato, presidente provinciale comunità carpenteria e serramenti per l’edilizia. «Fa piacere aver potuto constatare che durante tutto l’iter di controllo non siano state rilevate irregolarità nel loro rispetto delle procedure previste. Questo è un ottimo segnale da parte della nostra comunità che da sempre persegue, assieme ai colleghi serramentisti in legno, l’obiettivo di fornire alla propria clientela prodotti sicuri e in grado di garantire benessere e risparmio energetico».

LAB: CATEGORIE

Progetto giardini terapeutici; gli operatori del verde in visita all’azienda Mati di Pistoia

Il presidente Luca Cazziolati: «Da questo ambito una nuova valenza alla nostra professionalità e la possibilità di nuove collaborazioni»

Oltre 90 professionisti, tra operatori del verde, architetti e paesaggisti hanno seguito i lavori dell'iniziativa dedicata alla progettazione dei giardini terapeutici. Mercoledì 26 aprile la comunità dei giardinieri ha organizzato la visita all’azienda Mati, con sede a Pistoia, nell’ambito dell’iniziativa dedicata alla progettazione e manutenzione dei giardini terapeutici, promossa in collaborazione con la Fondazione Architettura Treviso e Giardineria Italiana e con il contributo di Ebav. Un progetto finalizzato ad approfondire il legame tra ambiente costruito, benessere e salute, con particolare riferimento alla relazione diretta tra luogo e cura. Un approccio orientato ai contesti sociosanitari e alle architetture per la salute, con contributi multidisciplinari sugli aspetti metodologici, tecnici e normativi.

«È dimostrato che coloro che vivono in zone meno “verdi”», spiega Luca Cazziolati, presidente della comunità operatori del verde di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «mostrano maggiore propensione verso i disturbi di ansia e di depressione. Vivere in prossimità̀ della natura incide significativamente sugli stili comportamentali, condiziona il benessere fisico e mentale».

I vantaggi degli spazi verdi sono innumerevoli e concorrono alla cura di patologie come l’Alzheimer e l’autismo, oltre a supportare persone con disabilità e a curare dipendenze da droga, alcol e gioco. «Acquisire specifiche conoscenze e competenze in questo ambito», conclude Cazziolati, «ci consente di arricchire e attribuire una nuova valenza alla nostra professionalità e apre a possibili collaborazioni, per esempio con le amministrazioni, per creare aree verdi con un valore aggiunto che si somma a quello della bellezza».

INFO SERVIZI CREDITO

La Camera di Commercio mette a disposizione del Consorzio Veneto Garanzie fondi per agevolare il ricorso al credito da parte delle micro e PMI

Torna il “Bando Rilancio Treviso” per il rinnovo di vetrine, plateatici o riapertura di negozi sfitti

Nove bandi regionali per l’erogazione di contributi a favore del mondo della cultura e dello spettacolo

CREDITO DIRETTO CCIAA TREVISO BELLUNO

La Camera di Commercio di Treviso e Belluno mette a disposizione del Consorzio Veneto Garanzie, in qualità di soggetto intermediario, delle somme destinate ad agevolare il ricorso al credito da parte delle micro e PMI provinciali. Si tratta di una delle iniziative promozionali per favorire lo sviluppo e la competitività del sistema economico locale, favoriscono l'accesso al credito delle micro e PMI, riconoscendo il ruolo fondamentale d'intermediazione creditizia svolto dai Consorzi fidi. Beneficiari sono le micro e PMI aventi sede legale e/o unità locali (escluso magazzino o deposito) nel territorio provinciale di riferimento della CCIAA di Treviso e Belluno, regolarmente iscritte nel Registro delle imprese o nel Repertorio delle notizie economiche e amministrative (REA), per importi da erogare fino a 25.000 euro per ciascun finanziamento.

  • Importo minimo: 10.000 euro;
  • importo massimo: 25.000 euro (inteso anche come cumulo di più operazioni in capo al medesimo beneficiario);
  • durata: da 36 mesi a 60 mesi;
  • periodicità rate: trimestrali;
  • durata preammortamento: massimo 12 mesi;
  • tasso di interesse nominale annuo: in relazione allo score, a partire, in base allo score dal 2,75% al 4,75% tasso fisso;
  • spese di istruttoria: 1,50% una tantum con minimo 250 euro;
  • non è richiesta nessuna documentazione relativa alle spese sostenute con le somme erogate.

NUOVA EDIZIONE DEL "BANDO RILANCIO TREVISO"

Torna il “Bando Rilancio Treviso”, rivolto a sostenere le spese delle attività economiche che intendono rinnovare le vetrine o acquisto delle attrezzature dei plateatici e per l'apertura di nuove unità locali che utilizzino negozi sfitti da più di tre mesi. Il bando prevede l’assegnazione di contributi fino a un massimo di 10.000 euro per aperture nuove attività e l’assegnazione fino ad un massimo di 3.000 euro per lavori o acquisti per il rinnovo delle vetrine o l’acquisto di attrezzature per dehors.

APPROVATO PRIMO PACCHETTO BANDI A SOSTEGNO DEL SETTORE DELLA CULTURA

La Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore alla Cultura, ha approvato un primo pacchetto di nove bandi che ammonta a 1.285.000 euro per l’erogazione di contributi a favore del mondo della cultura e dello spettacolo. La fase di attuazione del Piano 2023 traduce in azioni concrete gli indirizzi di sviluppo culturale indicati dal Programma triennale della Cultura 2022-2024. Si tratta di uno strumento importante per dare immediata operatività ai progetti culturali incentrati sulla ripartenza delle attività, alla collaborazione e condivisione di progettualità, al servizio dello sviluppo del territorio, alla formazione, all’audience development, allo sviluppo digitale e alla costruzione, sviluppo e funzionamento di strumenti di supporto alle politiche regionali.

Un primo bando, approvato dalla Giunta, riguarda la promozione e il sostegno delle attività dei soggetti operanti nel territorio del Veneto nel settore dello spettacolo dal vivo professionistico relative a musica, teatro, danza, circo contemporaneo e multidisciplinarietà. Uno specifico bando è dedicato al cinema, con la finalità di promuovere la cultura cinematografica, quali rassegne, festival, circuiti ed eventi finalizzati anche ad accrescere e qualificare la conoscenza e la capacità critica del pubblico. Saranno sostenute anche azioni di “audience development”, ovvero quei progetti dedicati allo sviluppo della partecipazione del pubblico nei luoghi della cultura e dello spettacolo, sia in termini quantitativi che qualitativi. Infine, sulla scia della positiva esperienza nata lo scorso anno, anche per il 2023 la Regione del Veneto mette a disposizione un contributo per realizzare attività culturali e di spettacolo dal vivo a tema welfare all’interno degli istituti culturali.

Per ulteriori informazioni, anche su altre opportunità, visitare il sito internet o contattare i consulenti di zona: Gianni Pozzolo – 338 5076307 – g.pozzolo@venetogaranzie.net; Claudio Paradisi – 366 6878934 – c.paradisi@venetogaranzie.net

INFO SERVIZI ENERGIA

Dal 1° aprile si è conclusa l'era del mercato tutelato per le imprese

In provincia di Treviso passano alla gestione di Sorgenia che si è aggiudicata l'asta per la forniture dell'energia elettrica

Il 1° aprile si è conclusa l’era del mercato tutelato dell’energia per le imprese. Tutte le aziende che erano ancora rifornite dal Servizio Elettrico Nazionale sono passate al Servizio a Tutele Graduali e sono servite da Sorgenia, la società che in provincia di Treviso si è aggiudicata l’asta per la fornitura di energia elettrica.

Il prezzo applicato fa riferimento a un valore indicizzato, quello del PUN mensile – Prezzo Unico Nazionale, unitamente ai corrispettivi a copertura dei costi di approvvigionamento e commercializzazione. Al momento dell’attivazione del Servizio a Tutele Graduali le aziende hanno ricevuto un’informativa dettagliata di tutte le voci di costo.

INFO SERVIZI FISCO

Con i “ticket restaurant” è davvero possibile dedurre la spesa del supermercato?

Il principio generale è quello di “inerenza”: un costo è deducibile se utile e necessario per la realizzazione delle proprie attività

Una piccola guida per utilizzare al meglio questo strumento

È convinzione diffusa che i “ticket restaurant” siano interamente deducibili dal reddito dell’imprenditore e del professionista, e che possano anche essere utilizzati per “fare la spesa”. Le cose non stanno esattamente così. Il principio generale è quello di “inerenza”: un costo è deducibile, se utile e necessario per la realizzazione delle attività che porteranno al conseguimento di ricavi / compensi. Quindi, in teoria, i costi di sostentamento personali non sarebbero solo quelli per il vitto, ma anche quelli per l’abbigliamento e la mobilità.

Nel corso del tempo, il confine tra costo inerente e costo non inerente, si è rivelato a dir poco flessibile perché subordinato alla personale interpretazione di contribuenti e professionisti. Per questo il legislatore è intervenuto a precisare e limitare la deducibilità di alcuni costi per così dire, di confine. Si devono quindi considerare anche le limitazioni specificatamente imposte ad alcune voci di spesa e tra queste, la specifica limitazione secondo la quale, per l’imprenditore «le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande, sono deducibili nella misura del 75%, con l‘ulteriore limitazione, per i soli professionisti, del 2% dei compensi.

Ma le prestazioni alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande sono cosa diversa dalla spesa del supermercato. Perciò potremmo arrivare alla conclusione che queste ultime, in assenza di espresse limitazioni siano del tutto deducibili. Tuttavia, non si vede come si possa riconciliare la spesa del supermercato con l’attività dell’impresa. Qualora le spese per provviste sostenute al supermercato fossero servite per organizzare, per esempio, un buffet con i clienti, queste tornerebbero a essere deducibili perché la funzione dell’evento sarebbe ricollegata ad un’attività aziendale.

VANTAGGI E SVANTAGGI DEI "TICKET RESTAURANT"

L’invenzione del “ticket restaurant” va incontro all’esigenza di assolvere in modo semplificato alla necessità del datore di lavoro di somministrare il vitto e/o le prestazioni sostitutive dello stesso ai propri dipendenti. Esso rappresenta un costo per il personale dipendente, deducibile in quanto retribuzione in natura, e limitatamente alle finalità di somministrazione di vitto o di servizi sostitutivi di mensa.

Il “ticket restaurant” non rappresenta in sé un costo deducibile dal reddito d’impresa dell’imprenditore o dal reddito di lavoro autonomo del professionista, men che meno se utilizzato per “fare la spesa”. Nulla vieta, che per ragioni di semplicità amministrativa, un imprenditore acquisti per sé dei buoni rappresentativi di predeterminati tagli di spesa, ma sarà poi in base alla spesa effettivamente sostenuta e regolarmente documentata con fattura / ricevuta, che si de-terminerà la deducibilità della stessa, sempre secondo i canoni dell’inerenza. Si suggerisce, dunque, di considerare con attenzione questi aspetti prima di procedere impegnandosi ad acquistare “ticket restaurant”, “buoni pasto” o simili.

INFO SERVIZI AMBIENTE

Sentenza della Cassazione sui rifiuti da sfalci e potature

Cosa prevede il decreto "Milleproroghe" 2023

Come cambiano i Criteri ambientali minimi

Scadenza Responsabile tecnico Albo gestori ambientali

Contributi delle Provincia di Treviso per vari interventi in tema ambientale

RIFIUTI DA SFALCI E POTATURE: IMPORTANTE SENTENZA DELLA CASSAZIONE PENALE

La sentenza n. 4221 del 1° febbraio 2023 della Cassazione penale, Sez. III, ha stabilito che: «Gli sfalci e le potature che non costituiscono rifiuto – e che quindi rientrano nella deroga di cui all’art. 185, comma 1, lett. f), D. Lvo 152/2006 – sono solo quegli sfalci e quelle potature riutilizzati in agricoltura, in silvicoltura o per la produzione di energia da biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione o a mezzo di cessione a terzi, sempre che siano seguite delle procedure che non danneggino l’ambiente o non mettano in pericolo la salute umana. Se questi presupposti non ricorrono, gli scarti di cui sopra sono classificabili come rifiuti.»

MUD - MODELLO UNICO DI DICHIARAZIONE AMBIENTALE PER L’ANNO 2023

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM 3 febbraio 2023 che approva il Modello Unico di Dichiarazione ambientale per l’anno 2023da utilizzare per le dichiarazioni riferite all’anno 2022. Il termine per la presentazione del MUD è fissato per l’8 luglio 2023.

DECRETO "MILLEPROROGHE" 2023 E AMBIENTE

Queste le misure più rilevanti per le imprese in campo ambientale previste dal Decreto “Milleproroghe” 2023.

  • Rifiuti da costruzione e demolizione: proroga al 4 maggio 2023 del termine per una eventuale revisione del DM di “End of Waste” n. 152/2022.
  • RAEE da pannelli fotovoltaici: fissato al 30 giugno 2023 il termine entro il quali i responsabili degli impianti fotovoltaici di potenza nominale superiore o uguale a 10 kW, entrati in esercizio negli anni dal 2006 al 2012 possono comunicare al Gestore dei Servizi energetici Spa la scelta di partecipare a un sistema collettivo per lo smaltimento a fine vita dei relativi materiali (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).
  • Rottami ferrosi: prorogati fino al 31 dicembre 2023 gli obblighi di notifica ai Ministeri competenti (Imprese e Made in Italy ed Esteri) delle esportazioni di rottami ferrosi solo per quantità superiori alle 250 tonnellate (o 500 tonnellate/mese).

CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER ARREDO URBANO

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato nella GU n. 70 del 23 marzo 2023 il Decreto 7 febbraio 2023 concernente “Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servizio di progettazione di parchi giochi, la fornitura e la posa in opera di prodotti per l’arredo urbano e di arredi per gli esterni e l’affidamento del servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria di prodotti per arredo urbano e di arredi per esterni”. Il Decreto ha lo scopo di contenere gli impatti ambientali connessi alle forniture di prodotti per l’arredo esterno, per l’arredo urbano e all’affidamento del servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria di tali prodotti. Il Decreto, che entrerà in vigore il 21 luglio 2023, abroga i precedenti CAM del 2015 e promuove l’allungamento della vita utile attraverso requisiti che consentono la scelta di prodotti:

  • realizzati con un minor impiego di materie prime, pertanto con materiali derivanti dalla raccolta dei rifiuti e/o con sottoprodotti;
  • fabbricati nel rispetto delle prescrizioni del regolamento (CE) n. 1907/2006 concernente la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche (REACH) per quanto riguarda i limiti alla presenza di sostanze pericolose;
  • progettati per durare più a lungo e per essere facilmente disassemblati e recuperati al termine della loro vita utile.

CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER LE FORNITURE DEI PRODOTTI TESSILI

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato il 23 marzo in Gazzetta ufficiale il Decreto 7 febbraio 2023 concernente “Criteri ambientali minimi (CAM) per le forniture ed il noleggio di prodotti tessili ed il servizio di restyling e finissaggio di prodotti tessili”. Sono inclusi nell’ambito di applicazione dei presenti CAM i seguenti prodotti tessili:

  • abbigliamento e accessori tessili: abbigliamento e accessori costituiti per almeno l’80% in peso da fibre tessili tessute, non tessute o a maglia;
  • tessuti per interni, inclusa la teleria e la biancheria piana: i prodotti tessili per uso interno costituiti per almeno l’80% in peso da fibre tessili tessute, non tessute o a maglia;
  • elementi non fibrosi: i prodotti intermedi incorporati nell’abbigliamento e negli accessori tessili e nei tessuti per interni, comprese le cerniere, i bottoni e altri accessori, nonché le membrane, i rivestimenti e laminati.

Sono specificatamente altresì inclusi nell’ambito di applicazione anche le mascherine filtranti, non monouso, prodotte e acquisite per far fronte all’emergenza sanitaria. Non sono inclusi nel gruppo di prodotti “prodotti tessili”: i prodotti destinati ad essere smaltiti dopo un unico uso; i tessuti che fanno parte di strutture destinate all’uso esterno.

SCADENZA RESPONSABILE TECNICO ALBO GESTORI AMBIENTALI

Il 16 ottobre 2023 scadrà il requisito di idoneità di 13 mila Responsabili Tecnici (RT) che attualmente operano in regime transitorio per 16 mila imprese iscritte all’Albo nelle categorie 1, 4, 5, 8, 9 e 10. I Responsabili Tecnici che rientrano nella casistica citata possono rinnovare il proprio requisito di idoneità mediante il superamento della verifica relativa al modulo o ai moduli in scadenza, presso le sedi delle Sezioni regionali e provinciali dell’Albo. Per prenotare l’esame l’iscrizione deve essere effettuata tra i 60 e i 40 giorni prima della data dell’esame.

Il mancato superamento della prova entro il 16 ottobre comporta la perdita del diritto ad usufruire delle agevolazioni previste per la verifica di aggiornamento. Infatti, al verificarsi della perdita del requisito d’idoneità previsto dall’art. 13, comma 1, del DM 120/2014, in assenza di nomina di nuovo RT, saranno applicate le limitazioni e le sanzioni previste dalla Delibera n. 1/2020 che, decorsi i termini previsti, determinano il procedimento disciplinare finalizzato alla cancellazione dell’impresa dall’Albo. Si invitano pertanto le imprese a verificare con congruo anticipo la scadenza del requisito di idoneità del responsabile tecnico per poter proseguire nella propria attività, effettuando il controllo attraverso la propria area riservata sul sito www.albonazionalegestoriambientali.it dove le imprese (già iscritte o che si devono iscrivere all’Albo) hanno a disposizione la funzionalità di “Ricerca RT”.

CREDITI IMPOSTA ENERGIA ELETTRICA E GAS

Il 28 marzo il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge “Energia e Salute” che introduce nuove disposizioni a sostegno di imprese e cittadini in tre ambiti: energia, salute e fisco. Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 marzo e trasmesso alla Camera per la conversione in legge. Il decreto riconosce alle imprese un credito d’imposta anche per il II trimestre 2023 pur se in misura ridotta rispetto a quello riconosciuto per il primo trimestre, con uno stanziamento di 1.348,66 milioni di euro, in particolare:

  • alle imprese dotate di contatori pari o superiori a 4,5 kW viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 10% (era pari al 35% nel I trimestre); la condizione è che i costi energetici abbiano subìto nel I trimestre 2023 un aumento superiore al 30% rispetto al corrispondente trimestre 2019;
  • alle imprese “diverse da quelle a forte consumo di gas” viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 20% (nel I trimestre pari al 40%) a condizione che il prezzo di riferimento del gas naturale, riferito al primo trimestre dell’anno 2023, abbia subìto un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019.

Tali crediti possono essere utilizzati in compensazione sino al 31 dicembre 2023. L’articolo 2 prevede anche per le imprese la riduzione dell’IVA al 5% sui consumi di gas contabilizzati nei mesi di aprile, maggio e giugno, riducendone di conseguenza l’entità dell’anticipazione a carico delle imprese stesse. È previsto, inoltre, l’azzeramento degli oneri generali sul gas, per le imprese, con uno stanziamento di 280 milioni di euro complessivi per il trimestre.

Non viene, invece, riconfermato l’azzeramento degli oneri generali del sistema elettrico anche per le imprese con potenza disponibile sino a 16,5 kW che, pertanto, dal secondo trimestre dell’anno in corso saranno nuovamente assoggettate a detti oneri, al pari di quelle con misuratori superiori a 16,5 kW che hanno ricominciato a pagarli già dal 1° gennaio.

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER INSTALLAZIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER LE IMPRESE

Previsti dalla Provincia di Treviso dei contributi a fondo perduto. L’ammontare del contributo, cumulabile con altre agevolazioni pubbliche, varia a seconda della tipologia di impresa e può arrivare sino al 40% della spesa sostenuta, per un importo massimo di 35mila euro. Tutti i dati al link.

CONTRIBUTI PER LA PULIZIA DELLE CANNE FUMARIE

È attivo il bando per la concessione di contributi per la pulizia delle canne fumarie di impianti a biomassa della Provincia di Treviso per ridurre le emissioni climalteranti derivanti da impianti di riscaldamento a biomassa (legna, pellet e cippato), e sensibilizzare sull’importanza di una corretta manutenzione al fine di prevenire incidenti domestici e/o incendi e aumentare l’efficienza degli impianti. Tutti i dati al link.

CONTRIBUTI PER L’INSTALLAZIONE DI NUOVI SISTEMI DI CLIMATIZZAZIONE E SISTEMI CON POMPA DI CALORE

La Provincia di Treviso, per contrastare le emissioni climalteranti, ha stanziato dei contributi a fondo perduto per la sostituzione:

  • di sistemi di climatizzazione fissi monoblocco o multisplit;
  • di scaldacqua esistenti; di impianti di riscaldamento a biomassa di classe inferiore o uguale a 3 stelle o alimentati a gasolio

Potranno essere sostituiti con climatizzatori aria-aria mono o multisplit dotati di inverter ad alta efficienza energetica, nonché con nuovi di sistemi a pompa di calore. Tutti i dati al link.

TERRITORI

Le notizie dalle Associazioni dei mandamenti di AsoloMontebelluna, Castelfranco Veneto, Conegliano, Oderzo-Motta, Treviso e Vittorio Veneto

ASOLOMONTEBELLUNA – ANAP E CONFARTIGIANATO CON LE SCUOLE PER LA MOBILITÀ DEGLI ANZIANI: IL PROGETTO CASA AMICA

Un incontro di sensibilizzazione sul tema delle barriere architettoniche delle abitazioni e sul problema della mobilità, soprattutto per le abitazioni degli anziani. Lo ha proposto Confartigianato Imprese AsoloMontebelluna agli studenti dalla quarta classe dell'Istituto Einaudi, indirizzo Geometri. L’incontro è stato sollecitato dai docenti dell’istituto come argomento di studio per gli studenti, visto il successo della stessa iniziativa fatta lo scorso anno.

Obiettivo per la classe sarà quello di comprendere le problematiche di un'abitazione dove vivono degli anziani, attraverso una ricognizione e una valutazione dei rischi dell'ambiente domestico. Il passo successivo sarà proporre un piano di adeguamento per intervenire sui punti più pericolosi. A fornire supporto sarà Mobility Care, azienda associata di Cornuda, che vanta un'esperienza pluriennale nel settore e soluzione tecniche innovative.

All’incontro hanno partecipato il cavalier Fiorenzo Pastro, presidente regionale ANAP, Nicola Vendramin, consulente per Confartigianato e l'assessore ai Servizi sociali del Comune di Montebelluna, Maria Bortoletto.

UNO SPETTACOLO TEATRALE PROMOSSO DA ANAP

Gran Cabaret Show, uno spettacolo teatrale con i comici Marco e Francesco, in scena il 21 aprile a Villa Correr Pisani di Biadene di Montebelluna. Un’iniziativa promossa da ANAP, Associazione Nazionale Anziani e Pensionati di Confartigianato, mandamento di AsoloMontebelluna.

CONEGLIANO – TANTE ATTIVITÀ DEDICATE AL MONDO DELLA SCUOLA

Riprese a pieno ritmo le iniziative di Confartigianato Imprese Conegliano dedicate al mondo della scuola, coinvolgendo molteplici classi di studenti degli istituti secondari di primo grado del territorio. «Crediamo molto nella valorizzazione del rapporto con gli istituti scolastici», spiega il presidente Severino Dal Bo. «Molte sono le opportunità professionali che il nostro mondo riserva e che si rivelano utili occasioni di crescita formativa. Farle comprendere attraverso la testimonianza dei nostri artigiani è determinante anche in termini di attrattività verso i posti di lavoro».

Proprio su queste basi sono state organizzate nel territorio coneglianese più date di “Che spettacolo di mestiere”, uno show-quiz curato dal “Gruppo Alcuni” in collaborazione con Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, che ha porta sul palco alcuni imprenditori artigiani. Tra le varie edizioni dello show, l’ultima è stata la più innovativa: per la prima volta si è tenuta in uno scenario fieristico, all’Antica Fiera di Godega, un contesto nuovo e di forte impatto esperienziale.

“Che spettacolo di mestiere” andato in scena nell’ambito dell’Antica Fiera di Godega

Confartigianato Imprese Conegliano è stato anche promotore di “Ecospeed Competition” che ha coinvolto le classi terze degli istituti secondari di primo grado, nella creazione di automobiline ecosostenibili che sfruttano i principi dell’energia potenziale e cinetica per aggiudicarsi il primo posto nella competizione finale, svoltasi per la terza edizione a dicembre 2022.

Confartigianato Imprese Conegliano si è posta negli anni anche l’obiettivo di promuovere percorsi di innovazione per le proprie aziende, cavalcati dalle nuove generazioni, che rispondano alle sfide del futuro incidendo sulla cultura e sui processi. «La collaborazione con le scuole», sottolinea Severino Dal Bo, «crea anche opportunità di scoperta più approfondita del territorio che ci accoglie, come ha proposto l’hackathon tra le Colline del Prosecco, realizzato con i ragazzi degli istituti superiori di secondo grado, per ideare nuovi percorsi e metodologie di esplorazione turistica del territorio».

ODERZO-MOTTA – FIRMA DEL PROTOCOLLO CON L’ISTITUTO OBICI DI ODERZO SULLA TRANSIZIONE SCUOLA-LAVORO

L’Istituto ISIS “Obici” di Oderzo e Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e Oderzo-Motta hanno siglato, il 13 gennaio, un protocollo che li rende partner operativi. Obiettivo: qualificare e innovare l’offerta formativa dell’Istituto. Lo strumento: esperienze professionalizzanti da svolgersi in contesti lavorativi per favorire lo sviluppo di conoscenze, abilità e competenze degli studenti, nonché migliorare conoscenza e accesso al mercato del lavoro e stimolare l’autoimprenditorialità. Questa opportunità di apprendistato duale è stata presentata alle imprese, alle famiglie e ai giovani il 20 gennaio nel centro congressi di Confartigianato Imprese Oderzo-Motta.

Oderzo. Foto di gruppo in occasione della firma dell'accordo sull'apprendistato duale tra Confartigianato Imprese Oderzo Motta e l'Istituto Obici

Quella tra Confartigianato e l’Obici è una collaborazione iniziata da alcuni mesi e che ora grazie alla firma del protocollo diventa strutturale fissando progettualità concrete da attuare ogni anno scolastico per favorire quella sempre più necessaria contaminazione tra le scuole superiori e le imprese del territorio. «L’accordo con Confartigianato», spiega Michele Botteon, dirigente dell’Obici, «rientra nel novero delle collaborazioni che mirano a fornire agli studenti una formazione che consenta un proficuo inserimento nella società e nel contesto lavorativo del territorio. In particolare, il sistema duale si è rivelato uno dei punti di forza e di competitività del sistema tedesco e si sta diffondendo anche in Italia».

«Attraverso la firma di questa intesa», commenta Oscar Bernardi, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «si riconosce il valore della collaborazione strutturale tra scuola e piccole e medie imprese che impegnerà gli imprenditori nel trasferimento di conoscenze e abilità a giovani. Si tratta di un’esperienza arricchente per entrambe le parti, che potrà tradursi nella scoperta di nuovi talenti». «Le aziende del territorio opitergino», aggiunge Armando Sartori, presidente di Confartigianato Imprese Oderzo-Motta, «si misureranno da subito sul primo progetto: assumere come apprendisti duali una ventina di ragazzi della classe quarta indirizzo meccanica, manutenzione e assistenza di impianti e dal prossimo settembre anche quelli dell’indirizzo servizi commerciali».

Per maggiori dettagli andare al link.

TREVISO – UNO SPETTACOLO TEATRALE SUL MODELLO IMPRENDITORIALE VENETO AL TEATRO COMUNALE DEL MONACO

Tutto esaurito per la commedia teatrale “Era tutta campagna” di e con Jgor Barbazza e Davide Stefanato, portata in scena il 22 marzo al teatro comunale “Mario Del Monaco”. Invitati speciali di Confartigianato Imprese Treviso e del Gruppo mandamentale ANAP gli associati, i dipendenti, i consulenti e i collaboratori del Mandamento.

Dopo un’introduzione musicale di due giovani studentesse del Liceo musicale “Giorgione” di Castelfranco Veneto, è stato il momento dei saluti istituzionali e dei ringraziamenti da parte del presidente mandamentale Ennio Piovesan con il presidente del Gruppo mandamentale ANAP, Bruno Mazzariol, del segretario del Mandamento, Carlo Ceriana e del vicesindaco nonché assessore alle Attività produttive della Città di Treviso, Andrea De Checchi. Tutti emozionati di essere su un palco dove nel febbraio 2019 l’Associazione mandamentale celebrò in grande stile il suo 70° di fondazione.

«Da allora tante cose sono cambiate», ha detto il presidente Piovesan, «in mezzo c’è stata un’epidemia mondiale, una guerra alle porte dell’Europa, eppure gli artigiani di Treviso sono ancora qui a dire che insieme si possono fare grandi cose, che la resilienza e la passione per il mestiere che si svolge, aiutano a superare ostacoli e difficoltà importanti. Il sistema Confartigianato è sempre al fianco dei suoi imprenditori, non vi abbandoniamo, siamo al vostro servizio, anche con proposte e soluzioni innovative».

Lo spettacolo teatrale ha raccontato la storia di una modesta famiglia trevigiana di Conscio, a metà del secolo scorso, e delle aspirazioni e dei sogni di uno dei suoi componenti. Un personaggio in cui tutti potevano identificarsi, poiché era il tipico veneto degli anni Sessanta che sognava di “mettersi in proprio” e di far famiglia, contando solo sulla propria creatività personale, sulla voglia di lavorare e di costruire un futuro migliore per sé e per i propri cari. Tante risate, ma anche qualche lacrima fra il pubblico entusiasta ed emozionato, che ha ritrovato probabilmente una parte di sé in quello spettacolo teatrale, tratto dalla vita vera. Il messaggio finale è stato di speranza, un’esortazione ad ascoltare e lavorare per realizzare i propri sogni, anche quando sembrano troppo grandi o lontani.

VITTORIO VENETO – UN CONVEGNO SULL’APPRENDISTATO DUALE CON ISS “CITTÀ DELLA VITTORIA”

“L’apprendistato duale, percorso educativo per il conseguimento del diploma di Stato” è il tema del convegno organizzato dall’IIS “Città della Vittoria” di Vittorio Veneto, in collaborazione con Confartigianato Imprese Marca Trevigiana e Vittorio Veneto, Bcc Prealpi San Biagio e Confindustria Veneto Est.

Alla mattinata di confronto scuola-impresa, il 19 gennaio, sono intervenuti il giuslavorista Maurizio Sacconi, già ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, e Carmela Palumbo, direttore generale dell’Ufficio Scolastico del Veneto. «Protagonisti del convegno sono stati in primis i nostri studenti-apprendisti», sottolinea Susanna Picchi, dirigente del “Città della Vittoria”, «che hanno raccontato la loro prima esperienza in azienda».

“Anche in questo istituto», rileva Oscar Bernardi, presidente di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «sarà possibile offrire agli studenti, che scelgono un indirizzo di studio per lavorare nei settori manifatturieri, la possibilità di apprendere direttamente dai titolari delle imprese, veri maestri artigiani di un mestiere. Questo percorso aiuta i ragazzi anche nella loro crescita motivazionale e ci auguriamo contribuisca a far scoprire in loro passioni e ulteriori motivazioni collegate alle materie dell’indirizzo di studio che hanno scelto».

«Le aziende vittoriesi», fa eco Enrico Maset, presidente di Confartigianato Imprese Vittorio Veneto, «si sono da subito rese disponibili, sia per il settore degli impiantisti che per quello della meccanica di produzione, a candidarsi ad ospitare gli studenti. Rappresentare un territorio così dinamico sotto il profilo imprenditoriale ci ha consentito di realizzare abbinamenti spesso km zero tra la casa dello studente e la sede dell’impresa individuata. Come Associazione investiamo molto sulla fase di coprogettazione, sul valore della sicurezza nel posto di lavoro, condiviso dalle imprese aderenti al progetto che assicurano standard adeguati e facendo fare, grazie al sistema bilaterale dell’artigianato, direttamente in classe il corso agli studenti per presentarsi in azienda e in cantiere con l’adeguata preparazione».

VITTORIO VENETO – CALO DEMOGRAFICO: CONFARTIGIANATO INCONTRA I SINDACI

Cala la popolazione e anche le imprese del Vittoriese. È quanto emerso dai dati forniti da Confartigianato Imprese Vittorio Veneto ai Sindaci del territorio. Sotto la lente, l’evoluzione demografica della popolazione e delle imprese nell’ultimo decennio (2012-2021) a livello nazionale, regionale, provinciale, con focus sul livello territoriale del mandamento. Lo studio, realizzato grazie a una piattaforma associativa che aggrega dati Istat ed Infocamere, ha dimostrato come in tutti gli ambiti considerati si registrino cali demografici di popolazione, non compensati dalla presenza di stranieri, e di imprese, tra le quali quelle artigiano registrano una performance inferiore.

Nel Vittoriese il 60% delle imprese (3.433) sono ditte individuali, per natura quindi condizionate dalle decisioni del singolo titolare. Inoltre, tra tutte le ditte individuali, il 62% presenta il titolare con un’età pari o superiore ai 50 anni (2146 su 3433). Ipotizzando quindi che nei prossimi cinque anni possano cessare il 20% delle imprese individuali con titolare oltre i 50 anni, la prospettiva è che a scadenza saranno perse circa 700 imprese. Un quadro preoccupante che sollecita un “lavoro di squadra” che tenga conto della correlazione tra popolazione, impresa e benessere del territorio.

VITTORIO VENETO – ANAP: GITA SOCIALE A PALMANOVA E CORSO SUGLI SMATPHONE

Nuova stagione di attività per l’ANAP vittoriese, gruppo guidato da Giuseppe Pocchiesa e Rino Masutti. Il 20 maggio è prevista la visita alla città di Palmanova, con il suo centro fortificato a forma di stella, e di Aquileia, città dal glorioso passato romano. Il 26 settembre sarà la volta della visita alla città di Bologna, con l’università, le piazze famose, il buon cibo e la caratteristica dei portici che si estendono per chilometri. Non mancherà la visita al Santuario di San Luca.

Infine, per il prossimo autunno verrà proposto un corso di formazione sull’utilizzo dello smartphone, strumento ormai di uso comune ma a volte ancora oscuro per le generazioni anziane.

UN LIBRO DEDICATO A CATERINA CORNARO SIGNORA DI ASOLO

Giovannina Pasqualotto con questa opera ha anche voluto lanciare un appello per salvare il Barco di Altivole, palazzo realizzato dalla nobile veneziana nel Cinquecento

Un libro al “femminile” per salvare il Barco di Altivole. “Caterina Cornaro – Un sogno realizzato a metà” è il titolo che Giovannina Pasqualotto ha scelto per la sua opera dedicata alla Signora di Asolo, già Regina di Cipro. Una delle più significative donne del Cinquecento, la cui storia si intrecciò con quella della Serenissima. Uno sguardo particolare, che prende le mosse dal Barco, un luogo straordinario voluta proprio da Caterina, a testimonianza del suo amore per Altivole.

Giovannina Pasqualotto, 73 anni, maestra d’asilo in pensione, ha tratteggiato questo ritratto al femminile con l’intento di salvare il Barco, facendolo diventare “Luogo del cuore” del FAI – Fondo Ambiente Italiano. Per questo la scrittrice ha aperto una sottoscrizione con l’invito a tutti i cittadini di Altivole di firmarla.

Pasqualotto, per scrivere l’opera, ha attinto ai suoi ricordi d’infanzia, che la legano indissolubilmente alla Villa di Altivole, incrociando con sapienza la storia locale e la grande storia cinquecentesca che vide Venezia protagonista. «Ho voluto raccontare la vera storia di questa regina», spiega Giovannina Pasqualotto, «che ha sempre condizionato l’immaginario degli altivolesi e non solo. I nostri nonni ci tramandavano favole e leggende della sovrana che fece costruire la sua dimora ai piedi delle colline asolane, dopo avere detto addio a Cipro. Da molti veniva descritta come una perfida regnante che gettava gli amanti nel pozzo. La storia ci dà, però, un’altra versione. Consultando libri e documenti dell’epoca ho potuto riportarla a galla».

Il libro, edito da DBS, vanta una scrittura piana e accattivante, toccando molteplici argomenti che aiutano il lettore a scoprire amicizia, matrimoni, intrighi, complotti della vita di Caterina Cornaro, nobile veneziana. Ripercorre i 56 anni della sua esistenza, diventa così uno viaggio nell’Europa del Cinquecento e in particolare nella Serenissima Repubblica di Venezia.