IL MAGO DI OZ Curiosità che non ti aspettavi

Il Mago di Oz (1939) è un celebre film musicale e fantastico americano diretto da Victor Fleming, tratto dal romanzo di L. Frank Baum del 1900 "The Wonderful Wizard of Oz". Durante le riprese ci sono stati molti intoppi, tra cui delle chicche storiche molto interessanti riguardanti la storia del cinema americano e mondiale.

Il Mago di OZ è stato il primo film a colori nella storia del cinema. Per far si che ciò fosse possibile fu utilizzata la tecnica del Technicolor, messa a punto da Walt Disney. Il film venne suddiviso in 2 parti, la prima in bianco e nero per il mondo reale, la seconda a colori per il mondo di OZ. Registrare in technicolor era difficile visto che bisognava avere a disposizione una grande quantità di luci, che alle volte rischiavano di sciogliere anche parte dei set. Per prevenire ciò vennero costruiti molti elementi scenici con amianto puro, viste le sue caratteristiche ignifughe.

La produzione di questo film fu piena di controversie, scandali e incidenti, che resero famoso il film negli anni a venire.

Judy Garland nonché la protagonista del film, venne assunta solo per la sua voce e non per la sua bellezza. Veniva considerata da tutti una brutta bambina, e per questo maltrattata e sfruttata per l'intera durata delle riprese. Costretta a fumare per dimagrire, a truccarsi eccessivamente e ad essere picchiata, presto divenne una delle bambine più famose di Hollywood. Una delle cose poco note è che il suo vero nome non era Judy, ma Norma, cambiato dalla madre per renderlo più appetibile al pubblico Hollywoodiano.

Una curiosità interessante riguarda il personaggio della Strega Cattiva dell'Ovest, interpretata da Margaret Hamilton. La sua iconica pelle verde non era un semplice trucco di maquillage, ma un effetto speciale realizzato con una vernice a base di zolfo. Questa pittura era talmente potente che Margaret Hamilton dovette usarla solo in piccole quantità per evitare danni alla pelle. Durante le riprese non le era permesso nè bere nè mangiare per evitare di ingerire la vernice. Inoltre, la vernice era estremamente difficile da rimuovere oltre che tossica, costringendo l'attrice a subire lunghe sedute di trucco e struccaggio durante le riprese.

Un'altra curiosità riguarda una scena memorabile in cui la strega si scompare in un turbinio di fumo: in realtà, la scena fu creata usando un trucco cinematografico, ma la vernice verde che ricopriva Hamilton la fece diventare così sensibile al calore che alla fine prese fuoco durante le riprese.

Il film vede protagonista Judy Garland nel ruolo di Dorothy Gale, una giovane ragazza del Kansas che viene trasportata da un tornado nella magica terra di Oz. Nel suo viaggio per tornare a casa, Dorothy fa amicizia con tre personaggi iconici: lo Spaventapasseri, l'Uomo di Latta e il Leone Codardo, ciascuno dei quali cerca qualcosa che ritiene di non avere: un cervello, un cuore e il coraggio, rispettivamente.

Una curiosità interessante riguardo l'Uomo di Latta (interpretato da Jack Haley) riguarda il trucco e la pittura utilizzata per realizzare il suo costume. Il suo corpo metallico fu dipinto con una vernice d'argento tossica, che però causò parecchi problemi durante le riprese. La vernice conteneva polvere di alluminio ed era estremamente difficile da rimuovere, rese addirittura cieco l'attore a fine riprese.

Inoltre, a causa della pittura, Jack Haley soffrii di gravi irritazioni cutanee. Per evitare ulteriori danni, fu sostituito inizialmente con un altro attore, Buddy Ebsen, che però ebbe una reazione allergica alla vernice e dovette abbandonare il ruolo. Haley assunse quindi il suo posto, ma la vernice continuò a essere una delle principali difficoltà durante le riprese del film.

"Come fai a parlare se non hai il cervello? Non lo so. Ma molta gente senza cervello ne fa tante di chiacchiere."

Dopo il 1939, quando il film fu distribuito, Garland divenne una figura di riferimento per molte persone, specialmente per coloro che si sentivano ai margini della società. Dorothy, il personaggio che desidera ardentemente "tornare a casa", rappresentava l'idea di trovare un posto dove ci si potesse sentire accettati e al sicuro, un tema che risuonava profondamente nella comunità gay, che spesso viveva esperienze di isolamento e discriminazione.

"Somewhere Over the Rainbow", con la sua melodia speranzosa e il messaggio di ricerca della felicità, divenne un inno per molti, simbolizzando il desiderio di una vita migliore e la speranza di un futuro migliore. La canzone e l'intero film parlarono ai cuori di chi cercava un senso di appartenenza, ed è stato proprio in questo periodo che Garland iniziò a guadagnare una grande popolarità tra le persone LGBTQ+ durante i Moti di Stonewall del 1969, proprio dopo la sua morte.

Durante la produzione de Il Mago di Oz, il film subì numerosi cambiamenti di registi. Inizialmente, Richard Thorpe fu il regista designato, ma il suo approccio fu ritenuto troppo convenzionale. Successivamente, George Cukor intervenne per migliorare la performance di Judy Garland, ma rimase poco tempo sul set. La direzione passò quindi a Victor Fleming, che finì la produzione del film contemporaneamente ad un'altro iconico film "Via col vento". Questo continuo cambiamento di registi contribuì alla complessità della produzione, ma alla fine il film divenne uno dei più iconici della storia del cinema.

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Assunta Maria Di Mauro

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