VEDERE IL BUIO
Forse siamo tutti stati vittime, anche solo una volta soltanto, della tentazione consolatoria
dell’affidare a un «andrà tutto bene» la nostra capacità consolatoria,
nell’attimo delicato e imbarazzante in cui abbiamo perso le parole e siamo rimasti ammutoliti dalla sensazione di impossibile sottrazione al dolore e alla morte.
Abbiamo tutti sperimentato e dunque ben conosciamo, indipendentemente dai nostri curricola
scientifici o teologici, cosa significhi stare dentro uno strazio nel quale non resta che la speranza,
intesa come bisogno che gli eventi volgano in meglio e che la vita cambi registro.
Conosciamo tutti molte versioni/visioni del mondo nelle quali dentro questa
«vaga aspirazione al Bene» (così definiscono «speranza» importanti dizionari d’italiano)
rientrano ottimismo e fede.
È questo il punto di ogni nostra impotenza: quello in cui il dolore, nostro o di chi accompagniamo, non ci offre possibilità pragmatiche di intervento, e allora lì
non resta che sperare.
VEDERE AL BUIO
Tema cruciale nei contesti della cura educativa e dell’accompagnamento spirituale e, invero,
tema cruciale delle biografie di ognuno, luogo assoluto della nudità,
il dolore – nelle sue mille forme– è rivelatore sfacciato di ogni chiacchiera intorno a lui stesso e alla vita intera ...dove lo si escluda o lo si racconti come fatto accidentale e non, invece, vitale.
cioè centrale per la nostra ricerca di senso.
Portarlo al centro della narrazione – educativa, pastorale, vitale - tuttavia non significa produrre
narrazioni disperanti ma, anzi, può rappresentare la possibilità di generare ricerche e pratiche che,
muovendo dal principio di tutte le cose – cioè dalla loro fine – ci portino all’essenziale:
le domande intorno alla Morte sono domande intorno alla Vita.
Lì dove «non ci resta che piangere» , proprio lì, cosa accade?
Nel nostro abisso?
E vicino all’abisso degli altri?
Riusciamo a condividere l’annuncio di una «ricompensa» che non coincide con un
"bene da ricevere"
ma con il
Bene da sperimentare
e persino… morendo?
RI-VEDERE
Così, le nostre «piccole morti» quotidiane sono una convocazione nel bosco.
Ovvero nel luogo ove autenticamente conosciamo noi stessi.
Ed educare riguarda questa competenza particolare:
tenere la narrazione intorno alla Vita insieme alla narrazione intorno alle piccole gigantesche morti che tutti vivendo attraversiamo...
perchè la Speranza non riguarda "l'andrà tutto bene" ma il coraggio di un
"non so come andrà"
...ma in qualsiasi modo sarà
Tutto Sarà Epifania
e il deserto lo attraverseremo cercando insieme
quella che per ognuno, nel buio, è la propria stella cometa.
LABORATORI DI PROMOZIONE DELLE
HOPE SKILLS
PER EDUCATRICI E EDUCATORI
Works-HOPe DIARY 2026
ore 17.30 - 20.30
10 ottobre
7 novembre
6 febbraio
6 marzo
Le sessioni prevedono momenti seminariali, di studio ed approfondimento
e sessioni laboratoriali
(reflective practices, pratiche di
scritture bio-contemplativa)
Ogni partecipante riceverà una Dispensa di approfondimento al termine di ogni Seminario
Casa Giorgio Cini, via Boccacanale di Santo Stefano 24, 44121 Ferrara.
"..che una nube tenebrosa
va la notte illuminando"
San Giovanni dalla Croce
Per informazioni e iscrizioni:
casagiorgiocini@gmail.com
tel.0532 242278
Il costo del Percorso Formativo è a cura del Comitato Organizzativo; da parte dei partecipanti è previsto un contributo simbolico:
Per l'intero percorso (4 incontri): € 40
Per ogni singolo incontro: €20.
Ringraziamenti:
Creato con immagini di Muhamad - "In the middle of a black background, a meteorite shines, tracing a trajectory like a comet" • Mi - "黄金の浜" • Angkana - "Abstract image of Studio dark room concrete floor texture background with spotlight." • Joanna Redesiuk - " lonely leafless tree branches with drops of water after a November cold rain" • Joanna Redesiuk - " lonely leafless tree branches with drops of water after a November cold rain"