Domenica delle palme 13 aprile 2025

Hosanna

Osanna, Osanna, nell'alto dei cieli, Osanna, Osanna al re che viene. sia lode onore e gloria a Cristo Salvator.

Rallegrati esulta figlia di Sion, ecco a te viene il tuo Re.

Osanna, Osanna, nell'alto dei cieli, Osanna, Osanna al re che viene. sia lode onore e gloria a Cristo Salvator.

Ti lodano gli angeli nell’alto dei cieli la terra tutta canta a Te.

Osanna, Osanna, nell'alto dei cieli, Osanna, Osanna al re che viene. sia lode onore e gloria a Cristo Salvator.

Tu avanzi glorioso incontro alla morte, o Salvatore, sia gloria a Te.

Osanna, Osanna, nell'alto dei cieli, Osanna, Osanna al re che viene. sia lode onore e gloria a Cristo Salvator.

Prima lettura

Dal libro del profeta Isaia

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato.

Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli.

Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro.

Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.

Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono il capo: «Si rivolga al Signore; lui lo liberi, lo porti in salvo, se davvero lo ama!». R.

Un branco di cani mi circonda, mi accerchia una banda di malfattori; hanno scavato le mie mani e i miei piedi. Posso contare tutte le mie ossa. R.

Si dividono le mie vesti, sulla mia tunica gettano la sorte. Ma tu, Signore, non stare lontano,mia forza, vieni presto in mio aiuto. R.

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all’assemblea. Lodate il Signore, voi suoi fedeli, gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe, lo tema tutta la discendenza d’Israele. R.

Seconda Lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.

Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.

Parola di Dio.

Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca

Quando venne l’ora, [Gesù] prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». E, ricevuto un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non verrà il regno di Dio».

Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi».

«Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma guai a quell’uomo dal quale egli viene tradito!». Allora essi cominciarono a domandarsi l’un l’altro chi di loro avrebbe fatto questo.

E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E siederete in trono a giudicare le dodici tribù d’Israele.

Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli». E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte». Gli rispose: «Pietro, io ti dico: oggi il gallo non canterà prima che tu, per tre volte, abbia negato di conoscermi».

Poi disse loro: «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: "E fu annoverato tra gli empi". Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento ». Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade». Ma egli disse: «Basta!».

Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».

Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?». Allora quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: «Lasciate! Basta così!». E, toccandogli l’orecchio, lo guarì. Poi Gesù disse a coloro che erano venuti contro di lui, capi dei sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: «Come se fossi un ladro siete venuti con spade e bastoni. Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete mai messo le mani su di me; ma questa è l’ora vostra e il potere delle tenebre».

Dopo averlo catturato, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno; anche Pietro sedette in mezzo a loro. Una giovane serva lo vide seduto vicino al fuoco e, guardandolo attentamente, disse: «Anche questi era con lui». Ma egli negò dicendo: «O donna, non lo conosco!». Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei uno di loro!». Ma Pietro rispose: «O uomo, non lo sono!». Passata circa un’ora, un altro insisteva: «In verità, anche questi era con lui; infatti è Galileo». Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici». E in quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.

E intanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo deridevano e lo picchiavano, gli bendavano gli occhi e gli dicevano: «Fa’ il profeta! Chi è che ti ha colpito?». E molte altre cose dicevano contro di lui, insultandolo.

Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al loro Sinedrio e gli dissero: «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio». Allora tutti dissero: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: «Voi stessi dite che io lo sono». E quelli dissero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L’abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».

Tutta l’assemblea si alzò; lo condussero da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.

Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.

Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.

Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: "Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato". Allora cominceranno a dire ai monti: "Cadete su di noi!", e alle colline: "Copriteci!". Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».

Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.

Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».

Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.

Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.

Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del Sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Era di Arimatèa, una città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della Parascève e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto.

Parola del Signore

Nelle tue mani
Santo

Santo Santo Santo, Santo Santo Santo

Il Signore Dio dell'universo, il Signore Dio dell'universo

I cieli e la terra cono pieni della tua gloria

Osanna Osanna nell'alto dei cieli, Osanna Osanna nell'alto dei cieli

Santo Santo Santo, Santo Santo Santo

Benedetto colui che viene nel nome del Signore, benedetto colui che viene nel nome del Signore

Osanna Osanna nell'alto dei cieli, Osanna Osanna nell'alto dei cieli

Santo Santo Santo, Santo Santo Santo

Io ti amo Signore mia forza

Io ti amo Signore, mia forza Tu sei, Mia rupe in cui mi rifugio.

Mia potente salvezza, mio scudo Tu sei Io Ti invoco, Tu sei il Dio potente.

La tua mano Tu stendi, dalle acque mi salvi Signore, in te io confido

Tu mi cingi di forza, mi spiani la via, in eterno io Ti loderò. Se tu sei con me, io non temerò.

Benedetto sei, noi cantiamo a Te, Acclamiamo al tuo santo nom. Benedetto sei Signor, sei il glorioso Redentor ed eterno è il tuo amore per noi.

Sei Re, sei Re, sei Re. Noi ti adoriam, Sei Re, sei Re, sei Re. Noi ti adoriam

Io ti amo Signore, mia roccia tu sei, Mia fortezza, mio liberatore.

Nell’angoscia ti prego, il mio grido tu ascolti il riparo mi doni Signore

La tua mano tu stendi, dalle acque mi salvi Signore, in te io confido.

Tu mi cingi di forza, mi spiani la via, In eterno io ti loderò. Se tu sei con me, io non temerò.

Benedetto sei, noi cantiamo a Te, Acclamiamo al tuo santo nom. Benedetto sei Signor, sei il glorioso Redentor ed eterno è il tuo amore per noi.

Sei Re, sei Re, sei Re. Noi ti adoriam, Sei Re, sei Re, sei Re. Noi ti adoriam

Sei Re, sei Re, sei Re. Noi ti adoriam, Sei Re, sei Re, sei Re. Noi ti adoriam (4 volte)

M'Shalem

M’shalem, Gesù gridò e la terra in pieno giorno si oscurò. Alla croce, Lui disse si, con amore immenso al Padre suo obbedì. Umiliato Dio tra noi, senza colpa Lui patì, l’abbandono ed il dolor, dormi oh Re, quanti sperano in te! M’shalem tutto si compia in te!

M’shalem, re dei Giudei, che portasti il peso dei peccati miei. La tua sete, di perdonar è il tuo dono di infinita carità. Nelle sante piaghe tue, la gloriosa porta al ciel, dolce il chiodo che l’aprì, salva o Re, quanti sperano in te! M’shalem tutto si compia in te!

M’shalem ancora sei quell’agnello che si immola qui per noi. Oggi qui, si compie in Te, il più grande tra i misteri del tuo amor. Sangue, corpo ed anima è il divino Redentor, fa’ che io sia tra i santi tuoi Vieni o Re quanti sperano in te! M’shalem tutto si compie in te!

Re di gloria

Ho incontrato Te Gesù e ogni cosa in me è cambiata tutta la mia vita ora ti appartiene, tutto il mio passato io lo affido a Te Gesù Re di gloria mio Signor.

Tutto in Te riposa la mia mente il mio cuore trovo pace in Te Signor Tu mi dai la gioia voglio stare insieme a Te non lasciarti mai Gesù Re di gloria mio Signor.

Dal Tuo amor chi mi separerà sulla croce hai dato la vita per me, una corona di gloria mi darai quando un giorno ti vedrò.

Tutto in Te riposa la mia mente il mio cuore trovo pace in Te Signor Tu mi dai la gioia vera voglio stare insieme a Te non lasciarti mai Gesù Re di gloria mio Signor.

Dal Tuo amor chi mi separerà sulla croce hai dato la vita per me, una corona di gloria mi darai io ti aspetto mio Signor, io ti aspetto mio Signor, io ti aspetto mio Re!

Anima Christi

Anima Christi, sanctifica me. Corpus Christi salva me. Sanguis Christi, inebria me. Aqua lateris Christi, lava me.

Passio Christi, conforta me. O bone Iesu, exaudi me. Intra vulnera tua absconde me.

Anima Christi, sanctifica me. Corpus Christi salva me. Sanguis Christi, inebria me. Aqua lateris Christi, lava me.

Ne permittas a te me separari. Ab hoste maligno defende me. In hora mortis meæ voca me.

Anima Christi, sanctifica me. Corpus Christi salva me. Sanguis Christi, inebria me. Aqua lateris Christi, lava me.

Et iube me venire ad te, ut cum sanctis tuis laudem te per infinita sæcula sæculorum. Amen.

Anima Christi, sanctifica me. Corpus Christi salva me. Sanguis Christi, inebria me. Aqua lateris Christi, lava me.

Pane di vita

Pane di vita sei, spezzato per tutti noi chi ne mangia per sempre in Te vivrà. Veniamo al Tuo santo altar, mensa del Tuo amor, come pane vieni in mezzo a noi.

Il Tuo corpo ci sazierà, il Tuo sangue ci salverà, perché Signor, Tu sei morto per amore e ti offri oggi per noi. Il Tuo corpo ci sazierà, il Tuo sangue ci salverà, perché Signor, Tu sei morto per amore e ti offri oggi per noi.

Fonte di vita sei, immensa carità, il Tuo sangue ci dona l’eternità. Veniamo al Tuo santo altar, mensa del Tuo amor, come vino vieni in mezzo a noi.

Il Tuo corpo ci sazierà, il Tuo sangue ci salverà, perché Signor, Tu sei morto per amore e ti offri oggi per noi. Il Tuo corpo ci sazierà, il Tuo sangue ci salverà, perché Signor, Tu sei morto per amore e ti offri oggi per noi.

Se avessi mai commesso

Se avessi mai commesso il peggiore dei crimini, per sempre manterrei la stessa fiducia, poiché io so che questa moltitudine di offese,

* non è che goccia d’acqua in un braciere ardente (x2)

Oh se potessi avere un cuore ardente d’amore, che resti il mio sostegno non m’abbandoni mai, che ami tutto in me, persino la mia debolezza,

* e non mi lasci mai, né il giorno né la notte (x2)

Non ho trovato mai, creatura capace, d’amarmi a tal punto e senza mai morire, di un Dio ho bisogno, che assunta la mia natura,

*si faccia mio fratello, capace di soffrir (x2)

Io so fin troppo bene che le nostre giustizie, non hanno ai tuoi occhi il minimo valore, ed io per dare un prezzo ad ogni mio sacrificio,

*gettare lo vorrei nel tuo divino Cuore (x2)

No, Tu non hai trovato creatura senza macchia, dettasti la tua legge tra i fulmini del cielo, e nel tuo sacro cuore, Gesù io mi nascondo,

*non tremo perché sei la sola mia virtù (x2)