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Di rocce e vento

L'eleganza contemporanea dei GewÜrztraminer di J.HofstäTTER

Non è insolito in Alto Adige imbattersi in formazioni rocciose imponenti, stratificati, perfino colorate. Ad uno sguardo distratto possono dire poco o nulla. Ma prova a soffermarti un momento e osservare con attenzione, per esempio, quello strato biancastro che sfuma nel grigio scuro. Sì, quello giù in basso nella foto d'apertura. Sembra quasi insignificante di fronte alla maestosità delle rocce che lo sovrastano. Ora immagina di trovarti al tempo in cui si era appena formato. Sopra non c'era nulla. Fingi di essere uno spettatore, deve succedere qualcosa, perciò siediti e aspetta. Aspetta. Aspetta. Aspetta. Per. 250. Milioni. Di. Anni.

Tanti ce ne sono voluti per dar luogo a ciò che si vede oggi: un'impressionante parete di roccia - appartenente alla formazione di Werfen -che poggia proprio su quello strato, chiamato l'Orizzonte di Tesero: una serie di banchi calcarei composti da calcareniti, bioclastiche, micriti e marne di colore grigio chiaro. Sopra di essi nel tempo si sono accatastate altre formazioni, alcune delle quali composte anche di dolomia, che in questo luogo in particolare appare prevalente. Il luogo è Reichtenthaler Schlossleiten, e qui la famiglia Foradori Hofstätter coltiva da sempre una delle varietà più caratteristiche e caratterizzanti dell’Alto Adige: il Gewürztraminer. Un vitigno tanto affascinante quanto, per alcuni, divisivo, c'è chi lo ama e chi lo detesta, sempre in bilico tra un passato glorioso (le sue origini risalgono al XIII secolo, ha perfino dato il nome al paese di Termeno-Tramin), e interpretazioni contemporanee. Profumato, rotondo, facile e accattivante anche per una certa dolcezza, il Gewürztraminer godette del favore del pubblico italiano fino agli anni ‘70-80 – e in America, soprattutto in California, anche dopo – finché, come spesso accade, i gusti cambiarono, e nuovi prodotti (Pinot Grigio, Sauvignon Blanc) presero il suo posto. E oggi?

J.Hofstätter - la sede a Termeno

Oggi questo vino sta vivendo una silenziosa ma importante rivoluzione stilistica: se in passato era considerato un "piacere semplice" per il mercato di massa, oggi si è trasformato in un vino colto, capace di sfidare il tempo. I Gewürztraminer della Tenuta J. Hofstätter di Termeno sono un esempio significativo di questo nuovo corso, perché all’idea del vitigno “solo aromatico” come unico ( o quasi) tratto distintivo, hanno sostituito una lettura profondamente territoriale. Uno studio dei suoli certosino, puntuale, scientifico, alla ricerca del perché alle uve la terra di quel posto imprime certe caratteristiche e non altre, ha restituito una fotografia che da’ una concretezza misurabile a quelle che fino a quel momento potevano apparire solo come fortunate intuizioni. Se ancora oggi il Gewürztraminer è considerato un vino barocco, pesante per i suoi residui zuccherini sempre troppo alti, non c'era altro da fare che resettare tutto e ripartire da zero. Dalle origini. Con una differenza importante: questa volta tornare alla terra (anche nella narrazione) non si sarebbe limitato ad una rilettura bucolico-romantica, ma avrebbe significato una scelta di studio rigorosa, tecnico-scientica, fatta di dati (geologici, viticoli, metodologici) e di analisi. E’ il suolo e la sua conoscenza la chiave di lettura di tutti i vini di Hofstätter. Una chiave che Paolo Foradori e poi suo figlio Martin hanno in mano dal 1987, anno in cui per la prima volta sulle etichette dei loro vini compare la parola “Vigna” a indicare non un generico filare di viti, ma una particella precisa di territorio, con le sue caratteristiche ben definite, da cui nasce un vino altrettanto ben definito.

Vigna Roccolo Barthenau (Mazon). Coltivato a pergola dal 1942, è il più antico vigneto di Pinot Nero ancora in produzione.

E’ il caso del Gewürztraminer Riserva Vigna Kolbenhof 2023, storico cru sopra Termeno: i suoli d’argillosi misti a porfidi e calcari regalano al vino un profilo meno spinto sull’aromaticità floreale e più agrumato. Il sorso è teso, fresco, sapido: lungo e pulito, è un Gewurz che parla la lingua di casa. Un vino familiare, quotidiano, che non teme di confrontarsi anche con la tavola di tutti i giorni.

La degustazione dei vini"Vigne"

Più espressivo nelle note di rosa e di inconfondibile finezza, il Gewürztraminer Riserva Vigna Castel Rechthenthal 2023 colpisce per la sua eleganza e verticalità. Il vigneto si arrampica su una collina di ghiaia con pendenze fino al 60%, e il microclima è dominato da venti freschi e dalla vicinanza del torrente Höllentalbach. Ma non sono questi elementi a determinare la grande freschezza di questo vino: i dati meteo infatti dicono che questa particella è uno dei luoghi più caldi. Ancora una volta perciò è il suolo, fatto di rocce sedimentarie di antica origine marina, a dare al vino un profilo particolarmente attuale, gastronomico e di facilità di beva.

Il vigneto di Rechthenthal

E poi c’è il lavoro più interessante: la scomposizione interna della vigna. La parcella Pirchschrait all’interno della vigna Kolbenhof, è esposta a nord e quindi meno soleggiata. Il risultato sono uve con un maggior contenuto di acidità e soprattutto una maturazione più lenta. Il Gewürztraminer omonimo perciò, pur esprimendo al naso i profumi tipici della varietà, al palato rivela una bella tensione salina e una incredibile giovinezza. Merito della particella o di un affinamento di questo vino sui lieviti di 10 anni? O di entrambi? Sta di fatto che è un vino che non teme gli anni. Il territorio non tradisce, quando lo conosci. Tre “Vigne”, tre particelle, tre storie, lo stesso vitigno. Non un gioco di interpretazioni della varietà, ma il racconto di tre luoghi diversi per esposizione, microclima, suoli. Più si restringe l’origine, più il vino diventa riconoscibile: alla fine, in cantina non resta molto lavoro da fare – quello l’ha già fatto in buona parte la Natura –: compito dell'enologo semmai è assecondare le caratteristiche naturali che ogni microzona da’ al vino. Alla fine, per gli Hofstätter non esiste “il” Gewürztraminer, ma tanti quanti sono i suoi pendii. E loro hanno scelto di raccontarli tutti.

Le Vigne e le direzioni in cui si trovano

J.Hofstätter Weingut: La Scheda

Anno di fondazione: 1907. Fondatori: Josef Hofstätter e sua moglie Maria. Josef era il fabbro di Termeno e Maria gestiva una locanda, ma presto decisero di dedicarsi solo alla viticoltura e alla produzione dei loro vini, che vendevano a nord del Brennero. Iniziò così una storia familiare che dura da cinque generazioni. Oggi l'azienda è condotta da Martin Foradori Hofstätter e dai suoi due figli Niklas ed Emma. Proprietà ed estensioni: con 60 ha e 6 masi di proprietà posti in microzone eterogenee, è una delle più grandi e rinomate aziende vinicole a conduzione familiare dell'Alto Adige. Localizzazone: I vigneti si estendono su entrambi i versanti della Valle dell’Adige (in particolare a Termeno e sull'altopiano di Mazon), nel Trentino meridionale (Maso Michei nella Valle dei Ronchi) e in Germania, lungo i ripidi pendii della Saar nella regione della Mosella (Tenuta Dr. Fischer). Uve coltivate: le varietà più importanti sono Pinot Nero, Gewürztraminer e Lagrein, insieme a Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay, Sauvignon, Müller Thurgau, Riesling, Schiava (Vernatsch), Merlot e Cabernet. Etichette prodotte: La produzione è molto diversificata. La linea più prestigiosa è data dai vini a etichetta "Vigna", mentre altri appartengono a selezioni regionali, e spumanti Trentodoc. L'ultima, innovativa linea è quella di vini e bollicine dealcolate Steinbock Zero. (foto e testi di Elisabetta Tosi)