L'insediamento di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti nel gennaio 2025, circondato da un'élite politica ed economica decisamente conservatrice, è stato il presagio di un anno che avrebbe portato grandi sfide per i movimenti progressisti: riarmo militare e conflitti internazionali accesi, dispute doganali e tecnologie di sorveglianza problematiche, passi indietro in materia di protezione del clima, diritti umani e libertà di stampa, dibattiti accesi sulla tassazione dei super ricchi e sulla gestione responsabile del nostro pianeta. La lista sembra infinita e a volte sembra davvero opprimente.
Ma Campax non si arrende, anche se questo significa tanto lavoro e tanti compiti da svolgere. Bisogna continuamente discutere le posizioni e adeguare le strategie, definire gli slogan e scegliere le tattiche, e per un’organizzazione che lavora su più temi la questione della focalizzazione è sempre presente. Ma l'ottimizzazione dei ritiri strategici e dei processi interni ha aiutato tantissimo a lavorare in modo pianificato e però comunque agile.
Anche se il backlash, l'avanzamento nella politica e nella società da parte delle forze conservatrici di destra e autoritarie sembra avere il vento in poppa, Campax continua il suo lavoro senza esitazioni: campagne a lungo termine per una maggiore tutela del clima e dell’ambiente, per la parità e la protezione delle donne, per la convivenza pacifica tra lupi e esseri umani, per la pace a Gaza o contro il backlash. Quest’anno il team ha dimostrato ancora una volta l’ampiezza tematica su cui Campax è attiva e dove possiamo fare la differenza seguendo i nostri valori progressisti, se ci organizziamo e mobilitiamo le persone. Queste campagne sono state integrate nel 2025 con oltre 24 risposte rapide (in media due al mese), ovvero campagne più piccole e a breve termine, allestite nel giro di poche ore. Inoltre, festeggiamo un anno sensazionale del team che gestisce la piattaforma di petizioni ACT by Campax e sostiene chi lancia petizioni dalla società civile: nel 2025 abbiamo portato a termine con successo 12 campagne, lanciate e realizzate da privati o altre organizzazioni in collaborazione con Campax, che alla fine hanno fatto la differenza.
Rimaniamo fedeli ai nostri valori e difendiamo la nostra visione. Campax è e rimane un’organizzazione progressista che reagisce in un batter d’occhio. Mobilitiamo migliaia di persone per una Svizzera giusta ed ecologica. Attraverso la tecnologia digitale e campagne mirate, oggi e in futuro ci opponiamo a chi abusa del proprio potere e incoraggiamo e sosteniamo la nostra comunità affinché si impegni per la giustizia sociale, la tutela dell’ambiente e del clima, la democrazia, i diritti umani e quelli degli animali. Attraverso la solidarietà diamo il via a un cambiamento profondo dal basso. Siamo grate/i per il sostegno che riceviamo e siamo felici di continuare a lottare con te, oggi e domani, per un futuro giusto ed ecologico della Svizzera.
Nora Wilhelm, Presidente
Scopri cosa è successo nel 2024 in termini di campagne e azioni e sulle nostre piattaforme nel seguente rapporto.
Resoconti delle campagne
Clima
Assicurazioni rispettose del clima
Anche nel 2025 ci siamo impegnate/i a favore di assicurazioni svizzere rispettose del clima. Un momento saliente è stata la prima valutazione svizzera delle assicurazioni dal punto di vista climatico, che abbiamo pubblicato a marzo. In occasione di questo evento abbiamo organizzato un webinar per i media e uno per la nostra community. A quest’ultimo abbiamo chiesto alle/ai partecipanti di scrivere un messaggio alla propria assicurazione per invitarla a migliorare le proprie linee guida. Da ciò è nato, tra l’altro, un dialogo con la Vaudoise, che nella valutazione ha ottenuto il punteggio peggiore.
Un altro punto centrale sono state le attività legate al gas di petrolio liquefatto (GPL) di Swiss Re, Zurich e Helvetia. Il GPL è molto più dannoso per il clima di quanto si pensi, eppure a livello globale si continua a svilupparlo invece di ridurlo. Insieme all’organizzazione partner statunitense Rainforest Action Network, abbiamo messo in luce i danni causati dai terminali di GPL sulla costa del Golfo degli Stati Uniti. Con una petizione urgente abbiamo invitato le compagnie assicurative a non rinnovare più i loro contratti. Successivamente abbiamo organizzato un incontro tra Swiss Re e le persone della Louisiana colpite e abbiamo realizzato un video in cui queste si rivolgono direttamente alle compagnie assicurative svizzere. Abbiamo poi diffuso questo video tramite pubblicità online direttamente alle/ai dipendenti delle compagnie assicurative. A ottobre abbiamo partecipato con una piccola azione con striscioni al «Global Insurance Forum» e a dicembre ci siamo posizionate/i davanti all’ingresso principale di Swiss Re per distribuire volantini sul GNL alle/ai dipendenti.
Anche il dialogo con le compagnie assicurative è stato al centro dell’attenzione. La nostra attivista Nora Scheel ha avuto scambi regolari soprattutto con Swiss Re e ha incontrato le/i responsabili della sostenibilità di Zurich e Helvetia per dei colloqui. Inoltre, ha partecipato a due conferenze (Re/insurance Outlook a Zurigo, Building Bridges a Ginevra).
Abbiamo anche realizzato alcune azioni minori: ad esempio, abbiamo sfruttato la sponsorizzazione di Swiss Ski da parte di Helvetia e la fusione tra Helvetia e Baloise per lanciare piccole campagne sui social media.
Altre campagne sul clima
Oltre alla campagna sulle assicurazioni, abbiamo condotto altre iniziative nel settore del clima. Abbiamo sostenuto attivamente l’iniziativa sulla piazza finanziaria nella raccolta delle firme, abbiamo chiesto a UBS di prendere le distanze dal dannoso oleodotto dell’Africa orientale e abbiamo sostenuto il «People’s Summit» alla conferenza delle Nazioni Unite sul clima COP con una raccolta fondi e un’azione di solidarietà in Svizzera.
Siamo estremamente liete/i che, da giugno 2025, la nostra campaigner di lunga data Nora Scheel ci rappresenti nel comitato direttivo della Klima-Allianz. Questo rafforza la nostra collaborazione all’interno della Klima-Allianz e la nostra rete con altre organizzazioni per il clima.
Anti-Backlash
In tutto il mondo i gruppi di destra autoritari stanno guadagnando terreno. Anche in Svizzera le conseguenze della maggioranza di destra nel Parlamento nazionale si fanno chiaramente sentire e l’UDC, insieme ad altri gruppi di destra/estremisti, porta avanti – in parte con successo – campagne aggressive contro i progressi nei settori della parità, dei diritti LGBTQIA+, protezione del clima e migrazione. Noi non restiamo a guardare passivamente questo sviluppo e per questo, nel 2025, abbiamo iniziato a fare attivamente campagna a rguardo. Già dall’inizio del mandato di Albert Rösti, abbiamo ripetutamente segnalato pubblicamente la sua politica climatica e ambientale fallimentare, ad esempio con un account Instagram creato appositamente. A dicembre abbiamo inoltre lanciato l’iniziativa «24 finestre per la democrazia». Per 24 giorni abbiamo invitato la nostra community a rafforzare la democrazia svizzera con piccole sfide quotidiane. Oltre 1’000 persone si sono iscritte all’iniziativa e i riscontri sono stati tutti positivi.
Parità di genere
350 milioni per la sicurezza delle donne
Il 2025 è iniziato in modo sconvolgente: otto femminicidi nelle prime otto settimane hanno messo in luce la punta dell’iceberg di un problema favorito dall’inerzia politica e dal sottofinanziamento della protezione contro la violenza. Insieme a Brava, alle Donne del PS e a oltre 50 organizzazioni, a febbraio abbiamo lanciato una petizione con una chiara richiesta al Consiglio federale: 350 milioni di franchi per l’attuazione della Convenzione di Istanbul.
Dato che le strutture di protezione come i centri di accoglienza per donne sono cronicamente sovraccariche, la nostra campagna ha dato voce alla rabbia per questo fallimento. La pressione ha funzionato: siamo state/i invitate/i a una tavola rotonda con la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, dove abbiamo chiarito che la protezione della vita delle donne non è negoziabile.
Ma la realtà è rimasta crudele: fino a settembre il numero delle vittime è salito a 24, più che in tutto l’anno precedente. Con un’azione coordinata abbiamo scritto direttamente a 2’469 parlamentari di tutti i livelli. Il nostro messaggio: i femminicidi non sono un caso, ma la conseguenza di strutture che falliscono. Abbiamo chiesto una presa di posizione e azioni concrete invece di mera costernazione.
Quanto poco peso abbia in parte questo tema in Parlamento lo ha dimostrato il dibattito sul bilancio alla fine dell’anno: nonostante 27 femminicidi, il Consiglio nazionale ha inizialmente respinto un milione di franchi per la Convenzione di Istanbul. Abbiamo reagito subito: nel giro di poche ore, oltre 1'100 sostenitrici e sostenitori hanno inviato e-mail alle/ai membri del Consiglio degli Stati. La pressione ha funzionato: il Consiglio degli Stati ha ceduto e ha approvato non solo il milione, ma anche un aumento di bilancio di 1,5 milioni per progetti contro la violenza di genere. Un successo assolutamente necessario, che però mostra senza pietà quanto sia ancora duro in Svizzera lottare per ogni franco contro la violenza di genere.
Campagna per il campionato europeo femminile di calcio
In occasione degli Europei di calcio femminile 2025 in Svizzera, con la nostra campagna «Fischiare il sessismo», abbiamo lanciato un segnale forte contro la violenza sessuale e la discriminazione nel calcio. Abbiamo chiesto all’Associazione Svizzera di Football (ASF) di assumersi le proprie responsabilità e di andare oltre le semplici dichiarazioni di facciata. Il punto di partenza è stata la nostra petizione dell’8 marzo, con la quale abbiamo chiesto una presa di posizione chiara contro il sessismo, nonché la creazione di punti di contatto indipendenti e di programmi di prevenzione vincolanti.
Per dare alle nostre richieste la visibilità necessaria, abbiamo realizzato e sostenuto azioni spettacolari: alle Cascate del Reno, in collaborazione con un artista, abbiamo organizzato un’azione fortemente simbolica, in cui oltre 100 ragazze con dei palloni da calcio hanno lanciato un segnale alle nuove leve.
Un momento davvero da brividi si è verificato anche allo stadio Wankdorf di Berna: davanti a oltre 29'000 spettatrici e spettatori abbiamo srotolato un enorme striscione con il messaggio #stopsexism. In questo modo abbiamo portato il silenzio sui commenti sessisti e l’abuso di potere proprio al centro dell’arena e abbiamo chiarito che non tollereremo più questa situazione.
Dopo la consegna della petizione, abbiamo avuto l’occasione di parlare di persona con il presidente centrale dell’ASF, Dominique Blanc, e il segretario generale Robert Breiter. Abbiamo chiarito senza mezzi termini che la protezione delle giocatrici dalla discriminazione deve avere la massima priorità. Anche se la nostra proposta di una guida concreta è stata presa in esame, l’incontro ha anche dimostrato che all’interno dell’ASF la questione è ancora ben lungi dall’essere presa sul serio a livello strutturale.
16 giorni contro la violenza sulle donne: violenza di genere e disabilità
Durante i «16 giorni contro la violenza sulle donne» abbiamo sostenuto Agile e la rete Avanti nel dare visibilità alla violenza contro le donne e le persone queer con disabilità. Questo gruppo corre un rischio fino a quattro volte maggiore di subire aggressioni, nonostante ciò si trova di fronte a un sistema di assistenza poco accessibile: in tutta la Svizzera, ad esempio, solo due case rifugio sono accessibili con la sedia a rotelle. Abbiamo partecipato alla consegna di oltre 5'800 firme a Berna, dove un'attivista sorda ha spiegato in modo impressionante come le barriere fisiche e comunicative impediscono di uscire dalla violenza.
Campagna per la protezione dei lupi
L’anno ha segnato una grave battuta d’arresto per la protezione delle specie con l’entrata in vigore della nuova ordinanza sulla caccia. Lo sterminio preventivo di interi branchi di lupi è diventato una triste realtà. Ma non siamo rimasti inerti: durante un’azione congiunta di «preparazione di rösti» davanti al Palazzo federale abbiamo incontrato il Consigliere federale Albert Rösti in persona. Si è prestato per una breve chiacchierata, durante la quale è emerso chiaramente che la nostra opposizione viene percepita anche ai livelli più alti.
A ottobre abbiamo scelto una tattica rischiosa ma efficace per smuovere il dibattito, ormai in una fase di stallo. Con una campagna digitale satirica nello stile dell’Unione Svizzera dei contadini (USC), abbiamo portato all’assurdo le sue posizioni riguardo alla gestione del lupo in Svizzera. Allo stesso tempo abbiamo pubblicato dati scientifici a favore di una maggiore protezione delle greggi e contro la caccia ai lupi. La reazione non si è fatta attendere: un USC innervosito e furioso ha risposto pubblicamente e via e-mail alla nostra campagna. In risposta all’accusa dell’USC secondo cui non avremmo idea della realtà sul campo, siamo andate/i a trovare chi ne sa qualcosa: pastori e agricoltrici in cinque cantoni. Il risultato è stato un progetto video di grande impatto che ha smontato il mito dell’impossibilità della convivenza. Le/i professioniste/i del settore hanno confermato: la protezione delle greggi funziona, ma ha bisogno di accettazione sociale e rispetto invece che di dibattiti populisti sull’abbattimento. Con questo video abbiamo diffuso il messaggio della coesistenza pacifica sui social network e abbiamo dimostrato ancora una volta che i fatti scientifici e l’esperienza sul campo sono dalla nostra parte.
Gaza / Diritti umani
Nel campo dei diritti umani, la nostra attenzione si è concentrata sul genocidio in corso ai danni del popolo palestinese, a Gaza, da parte di Israele e sulla passività del governo svizzero al riguardo. Il momento clou delle attività è stata la grande manifestazione a Berna il 21 giugno, di cui siamo state/i una forza trainante. Insieme a una coalizione di numerosi partiti e organizzazioni, siamo riuscite/i a mobilitare circa 20'000 persone, il numero più alto mai raggiunto in una manifestazione su questo tema. Inoltre, abbiamo condotto o sostenuto altre campagne minori su ACT, la nostra piattaforma per petizioni, ad esempio riguardo al finanziamento svizzero dell'UNRWA o per il riconoscimento della Palestina come Stato, oppure una campagna sugli investimenti della Zurich Assicurazioni in aziende coinvolte nel genocidio.
Protezione dell’ambiente / Campagna PFAS
I PFAS, chiamati anche «sostanze chimiche eterne», sono sostanze tossiche ed estremamente persistenti che si accumulano sia nell’ambiente che nel nostro corpo. Lo scorso maggio abbiamo condotto un sondaggio per chiedere alle nostre sostenitrici e ai nostri sostenitori se dovessimo impegnarci nella lotta contro questo problema. La preoccupazione nella community era evidente – e la campagna per l’eliminazione dei PFAS in Svizzera ha rapidamente trovato ampio sostegno.
Inizialmente abbiamo lanciato una petizione contro l’allentamento del limite consentito di PFAS negli alimenti. L’abbiamo consegnata al Consiglio nazionale con una rappresentazione simbolica di un «ristorante tossico» . La mozione oggetto della petizione è stata da allora modificata più volte e non è ancora stata approvata da entrambe le Camere federali.
Successivamente abbiamo condotto un'azione di sensibilizzazione con adesivi distribuiti in tutta la Svizzera. Tramite un codice QR, chi è interessato può accedere direttamente alla pagina della campagna e trovare spunti concreti su come agire.
In seguito, la campagna si è concentrata sulle schiume antincendio contenenti PFAS – una delle principali fonti di contaminazione da PFAS. Abbiamo esaminato la situazione in tutti i Cantoni e lanciato due petizioni per spingere quei Cantoni che erano ancora in ritardo a passare più rapidamente ad alternative prive di PFAS. Verificheremo se questo passaggio verrà effettivamente completato. Tuttavia, dato che tutti i Cantoni hanno segnalato l’intenzione di effettuare la transizione il più rapidamente possibile, questa fase della campagna può essere considerata per ora raggiunta.
L'anno si è concluso con la pubblicazione di un rapporto sulle misure adottate dal Consiglio federale per combattere i PFAS. Queste misure sono però in gran parte insufficienti e non affrontano il problema alla radice. La campagna proseguirà quindi nel 2026, con una pressione costante affinché a livello federale vengano adottate misure efficaci.
Rapid Response
La Rapid Response è il cuore del lavoro di Campax. Rapid Response significa che Campax reagisce immediatamente ad eventi importanti e mobilita le persone per una camoagna rapida. Per l’anno 2025 vorremmo presentarti sei esempi:
Scandalo in materia dei diritti degli animali a Ramiswil
Nel novembre 2025, l’eutanasia di 120 cani in condizioni di abbandono ha sconvolto la Svizzera. Sono subito sorte domande fondamentali: la morte degli animali era l'unica soluzione possibile? Come si sono svolti i procedimenti e i processi decisionali presso l'Ufficio veterinario? La proprietaria dei cani era infatti già nota alle autorità per violazioni della legge sulla protezione degli animali e, oltre ai cani, possedeva anche cavalli e capre, anch'essi in pessime condizioni. La fattoria di Ramiswil (SO) era stata ispezionata solo nel maggio 2025, con il risultato che tutto era risultato in regola. Pochi mesi prima dello scandalo, l’azienda aveva addirittura ottenuto una certificazione biologica. Già il giorno stesso in cui si è saputo della soppressione dei cani, Campax ha chiesto una ricostruzione trasparente e la divulgazione degli eventi e delle procedure nel caso di Ramiswil. Inoltre, abbiamo chiesto un rapido miglioramento dei meccanismi di controllo e un aumento delle risorse del servizio veterinario. Abbiamo anche chiesto l’introduzione di strategie più efficaci, come controlli più frequenti e rigorosi nei casi sospetti di violazione della legge sulla protezione degli animali e in presenza di segnalazioni dettagliate in materia. Obiettivo principale: un caso così tragico non deve ripetersi. Un primo successo parziale non si è fatto attendere: Sibylle Jeker, consigliera di Stato competente del Cantone di Soletta, ha ordinato un’indagine esterna sul caso. A dicembre abbiamo consegnato la petizione con quasi 19'000 firme a Felix Schibli, direttore dell'Ufficio dell'agricoltura di Soletta. Alla consegna erano presenti, oltre a numerosi media televisivi e della carta stampata, anche molte/i membri impegnate/i della comunità di Campax. Dopo la consegna ufficiale, abbiamo approfondito le nostre richieste in un colloquio personale con Felix Schibli. Campax continuerà a seguire il caso e si rivolgerà nuovamente alle autorità per chiedere i risultati dell'indagine e le conseguenze che ne deriveranno.
La debacle degli F-35
Quando ad agosto sono divampate nuovamente le discussioni sui caccia F-35, è stato chiaro: così non si può andare avanti. Dopo il fallimento dei negoziati con gli Stati Uniti, è emerso chiaramente che la Svizzera dovrà pagare molto di più per i caccia rispetto a quanto inizialmente concordato e approvato dal popolo. Invece di mettere in discussione l’acquisto in sé, il ministro della difesa Martin Pfister ha continuato a sostenere i caccia e ha valutato altre opzioni, come una riduzione del numero di velivoli o addirittura l’assunzione di un credito supplementare: si parlava di 1,3 miliardi di costi aggiuntivi. Questo è stato un motivo sufficiente per lanciare una petizione. In essa chiedevamo l’immediata sospensione di tutte le trattative per l’acquisto degli F-35, fino a quando i costi totali effettivi non fossero stati chiaramente definiti. Inoltre, chiedevamo una nuova votazione prima che fossero stanziati ulteriori fondi dal bilancio statale, nonché la divulgazione e la discussione pubblica di tutti i pagamenti effettuati e degli impegni finanziari. In poche settimane sono state raccolte oltre 26'000 firme. Abbiamo approfittato della consegna della petizione al Palazzo federale di Berna per organizzare un'azione di protesta creativa: un attivista, travestito da Donald Trump, ha srotolato dalla terrazza della Cattedrale di Berna un'enorme ricevuta per i caccia F-35. In questo modo ha attirato l'attenzione non solo di numerose/i passanti, ma anche dei media. In questo modo abbiamo richiamato l’attenzione sul tema non solo del Consiglio federale, ma anche dell’opinione pubblica. Per Campax ora si tratta di osservare attentamente cosa verrà deciso alla fine. Allo stato attuale, la Svizzera acquisterà un numero di aerei da combattimento inferiore a quello previsto e non richiederà alcun credito supplementare, per non superare il tetto finanziario di sei miliardi di franchi stabilito dalla popolazione. Tuttavia, la discussione su questo accordo sulle armi con gli Stati Uniti, in particolare sotto la presidenza di Donald Trump, rimane un gioco con il fuoco, come dimostrano chiaramente non da ultimo i dibattiti sull’accordo doganale con la Svizzera e il comportamento degli Stati Uniti in materia di politica interna ed estera.
Democrazia invece di uno Stato di sorveglianza
Nel maggio 2025, la prevista legge federale sulla sorveglianza delle comunicazioni postali e delle telecomunicazioni ha suscitato un'ondata di indignazione. Ciò che a prima vista sembra tecnico e astratto, a un esame più attento si rivela un progetto altamente problematico. Numerosi esperti IT e gestori di aziende informatiche svizzere mettono esplicitamente in guardia contro questa legge: in futuro, le/gli utenti di piattaforme e servizi IT svizzeri con più di 5'000 utenti dovranno obbligatoriamente identificarsi – tramite carta d'identità, patente o numero di telefono collegato. Ma non è tutto: questi dati sensibili verranno conservati per sei mesi. Attraverso una procedura standardizzata, lo Stato potrebbe accedere a questi dati. Ciò equivarrebbe a una sorveglianza di massa senza motivo, uno strumento tipico degli Stati autoritari. Le grandi multinazionali straniere come Meta o Google non sarebbero interessate da questa normativa. Questi enormi obblighi colpirebbero fornitori svizzeri come Threema, Proton o Infomaniak – aziende che sono sinonimo di protezione dei dati, sicurezza e fiducia. Per loro ciò significa costi aggiuntivi, incertezza giuridica e chiari svantaggi competitivi. Proprio in un momento geopoliticamente critico, ciò mina la sovranità digitale della Svizzera e indebolisce il settore tecnologico nazionale. Insieme alla ‘Società digitale’ abbiamo quindi lanciato una petizione, che abbiamo presentato con oltre 15'000 firme. Chiediamo al Consiglio federale e in particolare al capo del DFGP, Beat Jans, di fermare immediatamente questo massiccio inasprimento.
Ticino Taxi
La Rapid Response sul Ticino Taxi è stata lanciata subito dopo la pubblicazione di articoli sui voli a breve raggio del Consiglio federale e chiedeva linee guida più severe e maggiori controlli sull’uso del jet di servizio. Da sottolineare in particolare è la risonanza mediatica: per la consegna simbolica abbiamo prodotto un video e del materiale fotografico che è stato ripreso da diversi media. Il video è stato ripreso integralmente da 20 Minuten e l’immagine dell’azione è stata ampiamente diffusa. La campagna mostra in modo esemplare come affrontiamo rapidamente temi di attualità e li portiamo all’attenzione del pubblico con richieste chiare. Grazie al forte impatto visivo e al coinvolgimento mirato dei media, siamo riuscite/i in breve tempo ad aumentare l’attenzione sulla tematica e ad avviare una discussione sull’uso responsabile del denaro dei contribuenti e delle risorse.
#SkinnyTok
Nel maggio di quest’anno, sui social network si è diffusa a una velocità preoccupante una tendenza malsana. Con l’hashtag #SkinnyTok, i contenuti che esaltano l’estrema magrezza hanno raggiunto una pericolosa visibilità. Questi contenuti violano le regole dei social network, ma non vengono né moderati né cancellati. Dopo un breve sondaggio per capire quanto fosse importante questo tema per la nostra community, abbiamo lanciato una petizione per chiedere a TikTok e Instagram di rispettare le loro linee guida sulla salute mentale e comportamentale e di moderare rapidamente questi contenuti pericolosi. Pro Juventute, l’Association Boulimie Anorexie e il Gruppo di lavoro sui disturbi alimentari hanno sostenuto la nostra causa. Un mese dopo, in occasione della Giornata mondiale dei disturbi alimentari, abbiamo presentato la nostra petizione all’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM). Eravamo accompagnate/i da rappresentanti delle nostre organizzazioni partner. Sotto la pressione delle mobilitazioni mondiali, TikTok ha sostituito i contenuti #SkinnyTok con un messaggio di sensibilizzazione sui disturbi alimentari, con un link ai punti di riferimento a cui rivolgersi. Successivamente abbiamo lanciato una campagna via e-mail su Instagram affinché seguisse l’esempio di TikTok.
Gipfelzytig
Il giornale gratuito grigionese «Gipfel Zytig» pubblica ripetutamente immagini e testi razzisti. Dato che nemmeno le condanne legali hanno sortito effetto, ci siamo rivolte/i alle imprese di Davos chiedendo loro di non pubblicare più pubblicità sul giornale in questione. Abbiamo lanciato una petizione, prodotto adesivi per le cassette postali e organizzato una campagna via e-mail rivolta alla Posta e alla centrale elettrica di Davos, che inseriscono regolarmente annunci sul «Gipfel Zytig». Con quest’ultima ci siamo anche incontrate/i per un colloquio, che alla fine ha fatto sì che il redattore del «Gipfel Zytig» promettesse, in un articolo sul proprio giornale, di non pubblicare più contenuti razzisti – un grande successo dopo una campagna piccola ma importante.
Votazioni federali 2025
Campax ha partecipato con attività di mobilitazione e sensibilizzazione a quattro votazioni nazionali del 2025. Si trattava dell’iniziativa per la responsabilità ambientale, dei progetti di legge sull’e-ID e sull’abolizione del valore locativo, nonché dell’iniziativa per il futuro.
Iniziativa sulla responsabilità ambientale
Il 9 febbraio 2025 si è votato sull’Iniziativa per la responsabilità ambientale. Essa chiedeva che la nostra economia potesse gravare sull’ambiente solo nella misura in cui questo fosse in grado di sopportarlo. L’obiettivo era preservare le risorse naturali fondamentali per l’umanità. A gennaio Campax si è mobilitato per il SÌ – purtroppo senza successo. Tutti i cantoni hanno respinto la proposta e il 69,8% della popolazione votante ha detto no.
Abolizione del valore locativo
A fine settembre la Svizzera ha votato sull’opportunità di abolire il cosiddetto valore locativo. La proposta era controversa, anche molti sostenitori e sostenitrici di Campax – in particolare quelli che possiedono una casa di proprietà – non volevano più dover pagare le tasse su un «reddito fittizio» in futuro. Ma anche molte/i sostenitrici e sostenitori erano d’accordo con la posizione di Campax, per la quale abbiamo condotto la mobilitazione in vista della votazione: abbiamo criticato la proposta perché avrebbe alleggerito fiscalmente soprattutto i proprietari benestanti, mentre le perdite fiscali sarebbero state compensate dalla collettività e in particolare dalla classe media, dalle inquiline e dagli inquilini e dalle giovani famiglie. Tuttavia, alla fine il popolo ha deciso con ben il 57% a favore dell’abolizione del valore locativo.
Introduzione dell’E-ID
Lo stesso giorno, il 28 settembre 2025, la Svizzera ha votato anche sull’introduzione di un documento d’identità elettronico. Campax si è mobilitato per il SÌ, nonostante qualche anno fa eravamo contrari a una proposta simile. Il punto cruciale in cui le proposte differivano: la sovranità sui dati rimane ora alla Confederazione, che sarà inoltre responsabile della creazione dell’infrastruttura necessaria e di garantire la fiducia nell’offerta. Per questo ci rallegriamo dell’approvazione estremamente risicata dell’E-ID, con il 50,39% di voti a favore. Dato che Campax ritiene in parte giustificate le preoccupazioni del fronte del NO, seguiremo attentamente l’introduzione dell’E-ID e interverremo se necessario.
Iniziativa per il futuro
A novembre è poi arrivata quella che è stata probabilmente la proposta più discussa dal punto di vista emotivo: l’Iniziativa per il futuro chiedeva un’imposta nazionale di successione del 50% per i super ricchi con un patrimonio superiore ai 50 milioni di franchi. Le entrate supplementari della Confederazione sarebbero state destinate a misure di protezione del clima. Campax ha sostenuto la proposta, poiché in generale ci impegniamo per una politica fiscale più equa, per meno disuguaglianza e per una maggiore protezione del clima. Ciononostante, era chiaro fin dall’inizio che l’iniziativa avrebbe avuto vita difficile: il fronte del «no» si è mobilitato con tutti i mezzi, l’allarmismo dei partiti borghesi e le minacce di espatrio dei super ricchi erano onnipresenti nelle discussioni, mentre i vantaggi, cioè gli argomenti a favore di una maggiore giustizia sociale e di più fondi per la protezione del clima, venivano piuttosto messi sotto il tappeto. Questo ha fatto sì che, nonostante il lavoro di mobilitazione di Campax e del fronte del «sì», alla fine solo poco meno del 22% delle/degli aventi diritto al voto abbia votato a favore.
Social media
Anche nel 2025 abbiamo continuato ad ampliare la nostra portata e il numero di interazioni sui social media, mobilitando in modo mirato la nostra community.
Facebook ha registrato un totale di 1,1 milioni di visualizzazioni, 20’492 interazioni con i contenuti e 497 nuove/i follower. Il post organico di maggior successo ha ottenuto 129'065 visualizzazioni, 4'052 interazioni e 697 clic sul link. Si trattava di un aggiornamento sulla petizione «120 cani morti – Chiarimenti sul caso Ramiswil adesso!», dopo che il Canton Soletta aveva avviato un'indagine esterna. La grande risonanza dimostra che questo caso di maltrattamento degli animali ha toccato profondamente soprattutto la nostra community su Facebook.
Su Instagram abbiamo raggiunto 978'017 visualizzazioni, 23'407 interazioni con i contenuti e 952 nuove/i follower. Il post organico di maggior successo è stato un Reel sulla decisione del Consiglio degli Stati di stanziare più fondi per la protezione delle donne. Il video ha ottenuto 57'444 visualizzazioni e 3'703 interazioni. A contribuire al successo sono state la reazione rapida subito dopo la decisione e la collaborazione con il fem.streikkollektiv.bern, che ha permesso di raggiungere ulteriori gruppi target.
Nel complesso emerge che sono particolarmente efficaci le prese di posizione politiche rapide con un atteggiamento chiaro, i successi visibili delle campagne («La nostra pressione ha funzionato») e le collaborazioni strategiche con organizzazioni partner.
Ulteriori piattaforme social media
Oltre a Facebook e Instagram, siamo presenti anche su LinkedIn, Bluesky e TikTok. Finora utilizziamo queste piattaforme principalmente per il cross-posting, ma vorremmo svilupparle in modo mirato nel lungo termine. Il 17 gennaio 2025 abbiamo sospeso le nostre attività su X (ex Twitter). La crescente diffusione di odio e disinformazione sulla piattaforma è in contrasto con i nostri valori e la nostra concezione del dibattito democratico. Per questo abbiamo deciso di compiere questo passo.
Piattaforma per petizioni ACT by Campax
Nel 2025 sono state lanciate 537 petizioni sulla piattaforma ACT by Campax. In totale sono state raccolte 961'775 firme per le cause più disparate. Il 2025 è stato inoltre per ACT l'anno in cui abbiamo ottenuto il maggior numero di successi dalla fondazione della piattaforma – per la precisione 12 – ovvero in media esattamente una campagna di successo al mese! La scelta è stata difficile, ma di seguito abbiamo selezionato alcune delle campagne ACT di cui vorremmo parlarvi.
Salvare i castagni di Neumühlequai
L'associazione Klimastadt Zürich ha consegnato al Comune di Zurigo 12'015 firme contro l'abbattimento dei castagni sul Neumühlequai. Grazie a questo impegno – e a 150 ricorsi contro il progetto – la città ha rivisto i suoi piani e ha deciso che almeno gli alberi giganteschi e molto vecchi tra il Walchebrücke e Central potranno continuare a vivere. Inoltre, undici degli alberi più giovani tra il Walchebrücke e il Drahtschmidli non saranno abbattuti, ma trapiantati.
Proroga della data di trasloco per gli inquilini di Viktoriastrasse
Dopo la pubblicazione di un articolo su tsri.ch, Jared del team di ACT ha contattato la giornalista Isabel. Le ha chiesto di poter entrare in contatto con la persona citata nel testo, alla quale era stato dato lo sfratto. La persona interessata ha quindi contattato Jared e i due si sono coordinati per lanciare una campagna per la proroga della data di trasloco. La campagna è stata avviata rapidamente e ha avuto subito successo. La petizione è rimasta attiva solo per circa tre settimane, fino all’arrivo della buona notizia. La richiesta è stata accolta: il locatore ha prorogato la data di trasloco per le inquiline e gli inquilini concedendo loro più tempo per trovare una sistemazione alternativa.
Da Baden direttamente a Berna: salviamo l'IR16!
L'impegno dei Verdi di Argovia è stato ripagato! L’11 marzo 2025 il Consiglio degli Stati ha approvato la mozione per il mantenimento dell’IR16. È una vittoria per la regione di Baden e Brugg, ma anche per tutti gli altri collegamenti diretti dai centri di medie dimensioni. Le oltre 4’000 firme della petizione su ACT hanno contribuito in modo determinante a convincere i membri del Consiglio degli Stati ad approvare la mozione.
Percorso scolastico sicuro per i nostri bambini – Limite di velocità a 30 km/h sulla Triemlistrasse
La città di Zurigo ha reagito rapidamente alla campagna e ha introdotto il limite di velocità a 30 km/h su un tratto della Triemlistrasse. Il pericoloso attraversamento pedonale all’ingresso del cantiere, che molte bambine e molti bambini attraversano per andare all’asilo e a scuola, è diventata molto più sicura grazie al limite di 30 km/h e alla nuova isola pedonale. Il gruppo di genitori che ha lanciato la petizione ha condotto una campagna esemplare ed è felicissimo che la sua richiesta sia stata ascoltata.
Friburgo deve accogliere le bambine e i bambini feriti di Gaza!
Dopo una campagna fulminea, il Consiglio di Stato di Friburgo ha riconsiderato la sua decisione e ha acconsentito ad accogliere un bambino ferito proveniente da Gaza. Non è ancora quello che la petizione chiedeva in origine, ovvero accogliere più bambine/i, ma è un inizio e un vero e proprio cambio di paradigma. La decisione apre la strada all’accoglienza di altre/i bambine/i ferite/i provenienti da Gaza in futuro. I promotori e le promotrici continuano a impegnarsi in questo senso.
Per un congedo parentale EQUO – Giù le mani dal congedo di maternità!
L’EKdM (EKdM – Eidgenössische Kommission dini Mueter) ha condotto una forte campagna per un congedo parentale equo. La petizione ha colpito nel segno e ha raccolto oltre 40’000 firme in tre lingue. Si è così lanciato un segnale chiaro contro l’indebolimento del congedo di maternità e a favore di un vero congedo parentale supplementare. Uno dei momenti salienti della campagna è stata la consegna delle firme a Berna. Insieme a un gruppo di sostenitrici motivate, sono state consegnate le richieste alla Cancelleria federale. L’azione ha dimostrato in modo impressionante quanto sia ampio il sostegno a questa causa e quanto la mobilitazione della società civile possa influenzare i dibattiti politici.
Salvi il centro antiveleni (📞 145)!
La più grande campagna ACT dell’anno e una delle più grandi nella storia della piattaforma (con oltre 117’388 firme!) ha avuto un lieto fine: due volte SÌ! Dopo il Consiglio degli Stati (800'000 CHF), anche il Consiglio nazionale dice sì – con 1,1 milioni di franchi – al finanziamento urgentemente necessario di Tox Info Suisse, che con il suo servizio fornisce un’assistenza fondamentale alla popolazione e all’assistenza medica di base. Una campagna eccellente, conclusasi con una fantastica consegna a Berna: non c’è altro da aggiungere.
Locarno: don't touch the screen!
Un comitato locarnese motivato è riuscito a salvare il popolare schermo di Livio Vacchini. Il consiglio di amministrazione del Locarno Film Festival ne ha discusso cinque mesi dopo l'avvio della petizione. Il risultato positivo: la decisione è stata a favore della reintroduzione della struttura storica nel 2026 e molto probabilmente anche nel 2027.
Mutilazioni genitali femminili & Coercizione e violenza durante il parto
Ci teniamo anche parlare di due campagne realizzate in collaborazione con due donne impegnate, Sara Aduse e Gina Tanner Goibine. Sara Aduse ha lanciato la campagna «STOP alla mutilazione genitale femminile – per donne sicure di sé, libere e sane!», che ha raccolto oltre 23’000 firme e ha suscitato grande attenzione nei media e in ambito politico. La consigliera di Stato zurighese Natalie Rickli l’ha invitata a un colloquio personale per discutere dell’argomento. Gina, invece, si è impegnata nella campagna «Stop alla coercizione e alla violenza durante il parto!», coronata da una grandiosa consegna delle firme a Berna. Il 25 novembre 2025, in occasione del Rose Revolution Day, la Terrazza federale di Berna si è trasformata in un commovente luogo di commemorazione. Un quadro raffigurante un ospedale, dipinto a mano, ha fatto da sfondo a numerose rose – simboli in memoria delle donne che in Svizzera hanno dovuto subire coercizione e violenza durante il parto. Con lo slogan «Al centro le donne, non il profitto», sono state consegnate alla Cancelleria federale oltre 7’000 firme. Un momento profondamente emozionante: Gina ha chiarito che non sta combattendo questa battaglia per se stessa, ma per tutte le mamme, affinché le generazioni future possano vivere un parto dignitoso e senza violenza.
Raccolta di campagne sul medesimo tema
Le raccolte di campagne, o «Efforts» come le chiamiamo noi, sono molto importanti perché mostrano alle persone impegnate per una causa che non sono sole e che molte altre lottano per le stesse cause, solo in quartieri o comuni diversi. Nel 2025 ci siamo concentrate/i sulla promozione di tre «efforts» sui temi del diritto di soggiorno, del diritto a un alloggio a prezzi accessibili e del limite di velocità a 30 km/h. L’obiettivo è sfruttare le sinergie tra le campagne e creare una comunità solidale in cui le persone impegnate si sostengano a vicenda su cause affini.
Il focus dell’iniziativa si è concentrato soprattutto nella seconda metà dell’anno sul tema del diritto di soggiorno. Abbiamo sostenuto campagne che si sono battute contro l’espulsione di Rojda e sua figlia, di Mert e della famiglia J. La campagna per quest’ultima famiglia ha avuto successo, con nostra grande gioia. Siamo comunque consapevoli che il tema del diritto di soggiorno è molto delicato, che da esso dipendono le realtà di vita e i destini di intere famiglie e che questi temi comportano quindi una grande responsabilità. Le petizioni possono avere un effetto positivo in casi specifici, ma qui serve soprattutto un cambiamento politico.
Comunità
Una volta al mese organizziamo il cosiddetto ‘Community Monthly Call’ per scambiarci idee, ascoltare relazioni interessanti e rafforzare il legame con la nostra comunità. A seconda dell’argomento, si svolge online o offline. A titolo esemplificativo per il 2025, vorremmo ripercorrere brevemente i seguenti eventi:
- A febbraio Campax ha organizzato un webinar con Agnes Jezler, esperta di Greenpeace, sul tema della critica alla crescita. Le/i partecipanti hanno affrontato le sfide della crescita economica illimitata: come si possono conciliare sviluppo economico, rispetto dei limiti del pianeta e giustizia sociale? Quali misure sono possibili e qual è lo stato attuale del dibattito in Svizzera? Il webinar ha offerto l’occasione per comprendere meglio le tensioni tra economia, società e ambiente e per riflettere su soluzioni sostenibili.
- A giugno si è tenuto un webinar sul tema della violenza sessualizzata con Agota Lavoyer, esperta di violenza di genere e autrice dei libri «Jede_Frau» e «Ermutigt». Ha risposto a domande fondamentali: cos’è la violenza sessualizzata? Dove inizia? In che modo viene minimizzata o riprodotta nella società? E come si possono sostenere le persone colpite o come possono trovare aiuto da sole?
- A luglio abbiamo organizzato un primo webinar in lingua francese sul tema delle cooperative per la transizione ecologica. Olivier Reymermier, segretario generale della COMETE a Meyrin – la prima cooperativa per la transizione ecologica in Svizzera – ha presentato la nascita e il funzionamento del progetto. Il webinar ha offerto uno sguardo su queste iniziative locali e ha mostrato come è possibile aderire a una cooperativa o avviare un progetto simile nella propria regione.
- A settembre, alcuni membri della comunità di Campax hanno visitato la fattoria Narr, un luogo pionieristico in Svizzera che accoglie animali provenienti dall’agricoltura e li salva dalla macellazione. La visita guidata ha offerto l’occasione per conoscere questo posto speciale, riflettere sul nostro rapporto con gli animali e scambiare opinioni all’interno della comunità.
Interno
Strategia di comunicazione
La rapida crescita di Campax dalla sua fondazione e le risorse spesso limitate fanno sì che la percezione del profilo, del lavoro e degli obiettivi della nostra organizzazione sia molto eterogenea. Per questo, dopo il processo strategico del 2024, abbiamo elaborato una strategia di comunicazione fino alla fine del 2027. Una strategia di comunicazione chiara e radicata ci consentirà di comunicare all’esterno in modo incisivo, coordinato e credibile anche in futuro, con i gruppi target esistenti e quelli nuovi, su tutti i canali rilevanti.
I seguenti punti sono gli obiettivi principali della strategia:
- Aumentare l’impatto e la forza delle campagne
- Rafforzare il profilo di Campax
- Raggiungere un pubblico più ampio
- Approfondire il legame con la comunità e coltivare le interazioni
Tecnologia
Oltre alla risoluzione continua dei problemi tecnici e all’ulteriore sviluppo dei nostri processi interni, abbiamo ottimizzato in modo mirato diverse procedure. Abbiamo testato un nuovo sistema CRM (banca dati). In questo modo abbiamo creato una base importante per sviluppare i nostri sistemi tecnici in modo che in futuro siano più stabili, efficienti e meglio coordinati con il nostro lavoro di campagna.
Gestione della qualità
Quest'anno la Gestione della qualità è stata istituita come nuova area e integrata in modo strutturato. Il primo obiettivo è stato migliorare la qualità delle e-mail, in particolare ottimizzando i processi di campionamento e redazione dei nostri contenuti. Inoltre, abbiamo lavorato per migliorare la qualità della fotografia e delle immagini delle azioni, in modo da presentare le campagne in modo visivamente più chiaro ed efficace.
Team
Il 2025 è stato un anno in cui il team, così come i nostri nuovi settori e processi, si sono stabilizzati. Abbiamo rafforzato la nostra squadra con due nuove campaigner: Rebecca Signer, che si occupa principalmente di tematiche ambientali e sta sviluppando la nostra presenza in Romandia, e Caroline Scholl-Poensgen, che apporta competenze specialistiche ed esperienza come campaigner nel settore del clima. Caro ha preso il posto della nostra campaigner Julia Gsell. Julia ci ha salutato ad aprile per partire per un lungo viaggio. La ringraziamo per il suo prezioso lavoro e per il tempo trascorso come stimata collega presso Campax. Qui trovi ulteriori informazioni sul nostro team attuale.
Comitato direttivo
Nel 2025 ci sono stati due cambiamenti nel Comitato direttivo: Matthias Toffol, che ha svolto un lavoro molto importante nel settore finanziario, si è dimesso. Lo ringraziamo di cuore per il suo sostegno e per la motivazione che ha sempre dimostrato.
Inoltre, il presidente di lunga data Benjamin Zumbühl si è dimesso dalla presidenza, ma è rimasto a Campax come membro di Comitato. Come nuova presidente e membro di Comitato si è unita una donna molto stimolante, competente e con un'ottima rete di contatti: Nora Wilhelm. Benvenuta, siamo molto felici di lavorare insieme a te.
Alla fine del 2025, il Comitato era composto come segue:
- Nora Wilhelm, presidente dell’associazione Campax. È un’imprenditrice sociale e sostenitrice del cambiamento di sistema. Da Campax mette a disposizione il suo approccio collaborativo e la sua esperienza con sfide sociali ed ecologiche complesse.
- Benjamin Zumbühl, direttore del VCS del Canton Berna, attivista e appassionato di bici.
- Tina Musil si impegna per la protezione del clima, la democrazia e il femminismo. Da anni ricopre posizioni dirigenziali nei settori della comunicazione e della raccolta fondi, attualmente presso la Fondazione Albert Schweitzer in Germania.
- Balthasar Glättli, consigliere nazionale dei Verdi, titolare di Politbüro Kampagnen & Webdesign.
- Stefan Bamberger, attivista, esperto di comunicazione e promozione di talenti.
- Gina Vega, etnologa ed esperta in tematiche sociali relative alla lotta alla discriminazione, alla diversità e alle questioni migratorie.
- Ondine Riesen aiuta le persone a crescere. Per la società: come cofondatrice di Ting, professionalmente: come mentore aziendale; privatamente: come coach.
- Peter Bosshard, attivista per il clima, con 30 anni di esperienza nelle campagne ambientali, sui diritti umani e sul clima presso Public Eye, Sunrise Project e International Rivers.
- Christina Marchand, attivista per il clima, dottoressa in chimica, attiva alla ZHAW nel settore dell’innovazione e dell’imprenditoria con focus sull’energia.
Qui trovi maggiori informazioni sui membri del Comitato direttivo.
Fundraising
Ringraziamo di cuore le 21'606 persone che nel 2025 hanno sostenuto Campax con le loro donazioni! Donatrici, donatori soci/e, Change-maker e padrini/e del clima rendono possibile il lavoro di Campax. Nel 2025 abbiamo ricevuto 1'145'901 franchi svizzeri in donazioni di piccola e media entità. Grazie di cuore!
Siamo particolarmente grate/i a tutte le persone che quest'anno hanno creduto nel nostro lavoro e ci hanno sempre sostenuto, nonostante i tempi difficili in cui i movimenti progressisti e le fondazioni promotrici sono sotto pressione a livello globale. Grazie a molti donatori e donatrici, nonostante le difficoltà nella raccolta fondi presso le fondazioni, abbiamo chiuso bene l’anno e superato di 45'000.- franchi l’obiettivo di donazioni fissato per il 2025, pari a 1'290’000.- franchi svizzeri. Grazie a questo sostegno, ora possiamo guardare al futuro con grande energia. Grazie mille!
Ti ringraziamo di cuore anche per il sostegno che abbiamo ricevuto nell’ambito della nostra campagna «Costruire insieme la resistenza», che abbiamo realizzato per la seconda volta consecutiva alla fine del 2025. Dal 24 novembre 2025 fino alla fine dell’anno, 2’561 persone hanno donato in totale 116’751.- franchi svizzeri. Questa risposta conferma che costruire la resistenza contro la deriva a destra rimane una priorità per la nostra comunità.
Circa il 78,1% delle donazioni ricevute nel 2025 (895'903 franchi svizzeri) era a libera disposizione (tra cui rientrano anche i contributi regolari delle/dei Change-maker e le quote associative). Ciò corrisponde a un aumento del 4% rispetto al 2024. Questo dimostra che la nostra attenzione al rafforzamento del legame con la nostra comunità e l'orientamento al sostegno del lavoro di Campax come organizzazione – anziché a singole campagne – sta dando buoni risultati. Questa strategia permette a Campax di continuare a sviluppare campagne solide, rapide ed efficaci e, allo stesso tempo, aiuta a concentrare le risorse in modo mirato sui temi dove sono più urgentemente necessarie.
Il 25,31% delle donazioni è arrivato tramite la piattaforma per petizioni ACT by Campax. Questo garantisce il funzionamento e la gestione della piattaforma, oltre al supporto gratuito offerto dal team ACT alle autrici e agli autori delle petizioni. Abbiamo ricevuto le donazioni nell’ambito delle 537 campagne lanciate su ACT. Di queste, 44 campagne e 22 Rapid-Response sono state lanciate direttamente da Campax. L’aumento generale delle campagne su ACT è dovuto all’obiettivo strategico definito per quest’anno: la crescita della piattaforma e l’espansione nella Svizzera romanda. Da questo punto di vista, i risultati sono estremamente soddisfacenti.
Inoltre, Campax ha potuto contare sul sostegno di alcune fondazioni. In totale, grazie ai contributi di sostegno, abbiamo ricevuto 189’643 franchi svizzeri. Ciò corrisponde a un calo del 64% rispetto all’anno precedente, il 2024. Le fondazioni hanno finanziato una campagna nel settore della tutela ambientale (PFAS) e la campagna sul clima, tra l’altro da parte di The Sunrise Project, della Fondazione Corymbo, della Broad Reach Foundation e della Patagonia Foundation.
Tutti questi contributi hanno portato a entrate cumulative pari a 1'336'295 franchi svizzeri. Il risultato complessivo è buono; da sottolineare in particolare l’aumento delle donazioni tramite la nostra piattaforma di petizioni ACT by Campax e i risultati generalmente positivi delle donazioni individuali, che ci hanno permesso di chiudere quest’anno con un bilancio positivo – nonostante il calo e la situazione difficile dei finanziamenti da parte delle fondazioni.
Ringraziamo tutte le donatrici, tutti i donatori e le fondazioni per i loro generosi e preziosi contributi nel 2025.
Relazione di revisione, bilancio e conto economico: